Turchia: l’erba del vicino è sempre più verde

Turchia: l’erba del vicino è sempre più verde

Le immagini riprese in questo video probabilmente non impediranno al presidente Erdogan e al suo primo ministro di affermare che combattono lo Stato islamico, e non fermeranno gli Europei che continuano ad asserire questa versione. Il problema vero non è scovare la verità (quella è evidente da tempo), ma capire perché milioni di persone continuano a credere quello che gli viene somministrato dai media, nonostante l’evidenza

ANKARA – Con l’accumulo delle rivelazioni, le maschere cadono una ad una. La verità emerge, e purtroppo non è molto rassicurante. L’Europa, non è proprio quello che si vanta di essere. Sembra piuttosto agire come una lobby che tenta di sfruttare al meglio ogni territorio per il proprio tornaconto personale. Nel peggiore dei casi, proprio l’Europa si rende responsabile della creazione di mostri. I grandi discorsi umanitari sono stati proliferati solo quando i mostri sembravano voler uscire dal ruolo loro assegnato.

Il presidente Erdogan, sembra sempre più assumere le sembianze di un tiranno, di un dittatore, che deve farci credere che è meglio non avere uno come lui al nostro comando. In questi giorni però, con il progredire dei grandi fatti internazionali, proprio la Turchia è diventata il salvatore dell’Europa.

È da tempo il pivot del traffico petrolifero del Medio Oriente, ma non è poi così grave. Prima di questo era il centro dell’immigrazione di centinaia di migliaia di persone in fuga proprio dal Medio Oriente. Domani, perché no, potrebbe essere il punto centrale dello snodo di traffico di droga proveniente dall’Afghanistan. Dopo aver ricevuto denaro dall’UE per gli impegni profusi nel traffico di migranti, questo paese si presenta come una figura valida e degna di entrare nell’Unione. Alla luce di questi fatti, la sua cartella verrà riaperta per essere riesaminata.

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