Strage in Egitto, almeno 18 morti

Strage in Egitto, almeno 18 morti

Strage in Egitto: tra le 6 e le 7 di stamane due o tre uomini mascherati hanno lanciato un molotov contro un night club al Cairo, precisamente nel quartiere di el Agouza. Il bilancio, che probabilmente continuerà a salire, è di almeno 18 morti e diversi feriti. La procura che si occupa delle indagini sta esaminando in queste ore il locale all’interno del quale è scoppiato l’incendio causato dal molotov: le vittime, secondo quanto si apprende da fonti egiziane, sono rimaste carbonizzate o sono morte a causa dell’inalazione dei fumi.

LE PISTE – Le ipotesi su cui si stanno concentrando le indagini degli inquirenti sono due: la prima è quella secondo cui il movente dell’attacco sarebbe un licenziamento da parte del titolare dell’attività colpita. Ad attaccare il nightclub al Cairo “sarebbero stati due ex impiegati del locale poi licenziati”, lo riferisce il consigliere Ahmed el Bakli della procura, precisando che il “proprietario del locale ha accusato due suoi ex dipendenti”. A sostegno di questa prima ipotesi si è schierata anche la tv di stato.
La seconda ipotesi, anche questa da non sottovalutare, è quella islamista: alcune fonti parlano infatti di attacco di un “commando mascherato” e da mesi l’Egitto è teatro di attentati a sfondo islamista, in gran parte contro le forze di sicurezza e rivendicate da gruppi jihadisti. Il 24 novembre un kamikaze aveva attaccato un albergo nel Sinai facendo quattro vittime e quattro giorni dopo c’era stato un atro attacco a Giza, con quattro poliziotti uccisi. La domanda, però, sorge spontanea: se l’attacco fosse organizzato da Is, perché farlo in un’orario di chiusura quando nel locale erano presenti esclusivamente i dipendenti del locale?

L’attacco arriva proprio mentre l’Egitto attende i risultati ufficiali delle elezioni parlamentari: si profila una vittoria schiacciate dei sostenitori del presidente Abdel Fattah Al-Sisi, dopo che due giorni fa si è concluso il ballottaggio della seconda fase delle consultazioni, una lunga maratona elettorale caratterizzata da una bassa affluenza alle urne. A trionfare, sembra ormai certo, sarà la coalizione “Per l’amore dell’Egitto”, considerata vicina ad al-Sisi.
Semplice coincidenza? Così si spera.

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