Con la Cop21 – e la Le Pen – il clima in Francia è psicotico

Con la Cop21 – e la Le Pen – il clima in Francia è psicotico
Scontri fra polizia e manifestanti. Fonte: Tg La7

È iniziata la Cop21 e il paese d’oltralpe affronta con misure speciali – al limite della Costituzione – i problemi di ordine pubblico. Continuano le ricerche di Salah Abdeslam mentre il Front National ottiene consensi e proseliti.

24mila, fra cui molti ambientalisti, in stato di libertà vigilata “preventiva” e 2mila operazioni di polizia in due settimane. Un terrorista che sembra scomparso nel nulla e il Front National di Marine Le Pen che ottiene consensi in vista delle elezioni regionali: benvenuti nella Francia post-attentati.

La Parigi-fortino delle ultime ore è l’immagine più rappresentativa dell’intero paese dove, dalle stragi del 13 novembre scorso, niente è più  come prima. Dalla quotidianità alle frequenti operazioni di sicurezza tutto è sospetto e potenzialmente pericoloso. Con l’inizio della Cop21, la conferenza sul clima globale, dire che l’atmosfera sia rovente è un eufemismo. Nelle ultime ore si sono verificati numerosi scontri fra gruppi di manifestanti e polizia dopo il divieto di scendere in piazza. A Place de la Republique gli agenti hanno caricato i manifestanti e in diversi punti della città sono stati distrutti gli omaggi deposti per le vittime degli attentati.

Le mosse dei vertici francesi, che stanno utilizzando misure e leggi speciali per arginare i problemi di ordine pubblico nella capitale, sono palesemente inutili. Repressione a tutti i costi e, a quanto pare dalle scelte dei vertici francesi, non solo contro il terrorismo.

Scontri fra polizia e manifestanti. Fonte: Tg La7
Scontri fra polizia e manifestanti nelle vie parigine. Fonte: Tg La7

Una particolare peculiarità espresse anche nelle sedi di larga, dove in settimana la Francia ha comunicato al Consiglio d’Europa la possibile “sospensione” di alcune regole sancite dalla Convenzione europea dei diritti umani; nel piccolo è stata vietata da ieri anche la vendita nei supermercati e il trasporto di sostanze infiammabili come alcol denaturato, acetone e bombolette di gas. Tutto “utilizzabile da individui isolati o in gruppo contro le forze dell’ordine” spiega la gendarmerie.

Le ricerche di Abdeslam e l’allerta terrorismo – Nel frattempo proseguono le indagini per catturare Salah Abdeslam, uno dei carnefici degli attentati parigini dello scorso 13 novembre. Il ricercato numero uno al mondo, braccato dalle intelligence di tutto il mondo come dagli uomini dell’Isis, sembra essere svanito nel nulla. Secondo il giornale belga Het Laatste Nieuws, Abdeslam sarebbe ormai in Siria, favorito da amici nelle coperture che già all’indomani della strage gli avrebbero fornito un rifugio a Bruxelles – nel suo quartiere a Molenbeek – per poi aiutarlo a fuggire. La “traque”, la caccia all’uomo, è di fatto impantanata e l’ipotesi della sua fuga in Siria è sempre più concreta. Escono anche ulteriori dettagli sui movimenti dello jihadista. Secondo il quotidiano Le Parisien infatti, Abdeslam aveva acquistato il mese scorso una decina di detonatori da un’azienda di articoli pirotecnici di Saint Ouen l’Aumone, vicino Parigi. Il titolare della società ha avvisato i servizi di sicurezza all’indomani degli attentati attraverso la diffusione dell’identikit del terrorista.

Il giorno dopo la strage, stando invece alla testimonianza di Ali Oulkadi, uno degli autisti di Salah a Bruxelles il 14 novembre che dice di averlo lasciato a Schaerbeek, il terrorista era ossessionato dal numero delle vittime della mattanza. “Gli aveva chiesto di controllare continuamente dal telefonino il numero dei morti” spiega il legale di Oulkadi. Intanto è nuovamente allarme in Belgio per una borsa abbandonata a bordo di un autobus della linea 14 all’altezza della fermata Simonis a Koekelberg, Bruxelles. Il sito di informazione belga Rtl spiega come la borsa aveva al suo interno una polvere bianca che ha provocato irritazione agli occhi di tre passeggeri e del conducente che si erano avvicinati. Le forze dell’ordine hanno successivamente perimetrato l’area.

fonte: La Stampa
fonte: La Stampa

Le Pen e il gioco della paura – Il paradosso della normalità francese è il ritorno sulla scena politica del Front National.  Dopo un periodo di pausa dalle campagne elettorali, come dalla propaganda nutrita dalla xenofobia, segno naturale nel FN, Marine Le Pen torna in tutta la sua forza populista.  Stando ai sondaggi dell’istituto BVA, il partito di estrema destra ottiene sempre più consensi. In vista delle imminenti elezioni regionali la Le Pen, dopo gli attentati del 13 novembre, aumenta vertiginosamente le possibilità di vincere le elezioni in diversi territori, anche in regioni culturalmente distaccate dall’idea francese di cultura nazionale come Borgogna, Bretagna e Normandia. Proprio in quest’ultima regione, più precisamente nella Thiérarche, la leader del Front National ha partecipato a un comizio con alcuni allevatori locali.

Nello storico territorio la crisi del mercato del latte ha colpito molti allevatori, un tempo ricchissimi e oggi in balìa dei tempi con l’estinzione delle quote-latte. Le Pen ha sfoggiato il vestito del politico che si sporca le mani come i contadini del luogo, un Salvini d’oltralpe ma molto più machiavellico. E non mancano neppure le mosse acchiappa-voti. Hansen-Catta, nelle liste del FN per l’Aisne, a fianco della Le Pen sul palco, ha dichiarato come “la Thiérarche è stata una terra di partigiani durante la Seconda guerra mondiale». E Marine Le Pen, figlia di Jean-Marie Le Pen che negava l’esistenza dei forni crematori e parlava con nostalgia del maresciallo collaborazionista Pétain, annuncia come “se qui la Resistenza ha vinto, anche noi, movimento di resistenza, vinceremo”. Storicamente sublime. “Voi siete – continua – le vittime di politiche europee e globali che vogliono che la Francia non sia più un Paese agricolo. Vogliono che voi diventiate come i cinesi, che viviate con 50 euro al mese e un pugno di riso al giorno. Noi non ci stiamo”. C’è anche spazio nell’ultima parte dell’intervento al tema migranti, bollato brevemente con un “noi questa gente non la conosciamo, non sappiamo chi sia.

Però dobbiamo trovare loro un alloggio, sfamarli, educarli. Con le tasse che voi pagate”. Come da copione. Mentre sulla tragedia di Parigi arriva ancora più tardi, “con i kalashnikov – dichiara Le Pen – affrontano i nostri figli disarmati”. Infine la leade del Front National conclude con le braccia aperte come per abbracciare la folla, scenicamente commossa, che “abbiamo un debito nei vostri confronti, di voi allevatori”. Magari solo con loro madame Le Pen, magari.

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