Siria: i ribelli controllano una via di accesso verso la Turchia

I ribelli siriani hanno preso lunedì 30 luglio un posto di controllo strategico che permette loro di aumentare i rinforzi e le munizioni ai loro fratello nella città di Aleppo, nel terzo giorno di un offensiva lanciata dalle forze del regime nella seconda città del paese. Nel sud ovest di Aleppo, capitale economica della Siria, le forze del governo hanno affermato di essere di nuovo padroni di una parte di Salaheddine, ma i ribelli hanno prontamente smentito.

Di fronte all’evolversi della situazione la Francia che prende la presidenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU ad agosto, chiederà entro la fine della settimana una riunione di urgenza al livello internazionale per interrompere il massacro, secondo il capo della diplomazia francese Laurent Fabius. Mentre l’esercito ha lanciato sabato un’offensiva per tentare di cacciare i ribelli da Aleppo,  vero e proprio polmone economico della Siria, l’Armata libera siriana (ALS, composta da disertori e da civili armati) ha preso un importante posto di controllo a Anadan, cosa che gli permette ormai di relegare questa città alla frontiera turca, situata a circa 45 km di distanza. Sei soldati sono stati uccisi e 25 sono stati fatti prigionieri, secondo quanto indicato dal generale che ha precisato che altri quattro uomini hanno perso la vita. Un passaggio libero verso la Turchia è vitale per i ribelli, il quartiere generale dell’ALS si trova in questo paese. L’opposizione per ora ha creato una “zona di sicurezza nel nord del paese”. D’altronde dopo tre giorni di combattimenti ad Aleppo, una fonte della sicurezza di Damas ha affermato che le truppe hanno ripreso lunedì il controllo del quaritere di Salahaddine, principale bastione ribelle. Il capo del Consiglio militare ribelle di Aleppo Abdel Jabbar al-Oqaidi, ha assicurato che i soldati non hanno avanzato nemmeno di un metro. Da domenica sera l’agenzia ufficiale Sana aveva annunciato che i soldati stavano pulendo la zona di Salaheddine dai terroristi. Il controllo di questa città situato a 355 km nel nord di Damas è giudicato cruciale in questo conflitto iniziato 16 mesi fa da una rivolta popolare che si è rapidamente materializzata di fronte alla repressione del regime determinato a nel soffocarla. Il fronte di Alep è stato aperto il 20 luglio dai ribelli e l’assalto dell’esercito è iniziato sabato dopo l’arrivo dei rinforzi militari nella città. Per il segretario americano alla difesa, Leon Panetta “Aleppo costituisce un nuovo esempio tragico della violenza cieca alla quale ricorre il regime di Assad contro il suo popolo”, ha affermato all’inizio della sua tournée nella regione. Le violenze in Siria hanno fatto soltanto domenica 125 morti, secondo l’osservatorio sirirano dei diritti dell’uomo (OSDH), che effettua un conteggio quotidiano delle vittime, 46 civili, 45 soldati e 24 ribelli. Più di 20.000 persone sono morte dall’inizio delle ostilità.

Manuel Giannantonio

30 luglio 2012

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