Bruxelles ancora un blitz: si cercano Salah e Abrini

Bruxelles ancora un blitz: si cercano Salah e Abrini
Belgium police officers talk to each other in front of the central station in downtown Brussels, Belgium, Monday, Nov. 23, 2015. The Belgian capital Brussels has entered its third day of lockdown, with schools and underground transport shut and more than 1,000 security personnel deployed across the country. (ANSA/AP Photo/Michael Probst)

Si è concluso intorno alle 13,30 ad Auvelais, in Belgio, un blitz delle forze di polizia dopo l’allerta sollevata dal ritrovamento di un sacco pieno di polvere ritenuta antrace. Tra Charleroi e Namur  era stata chiusa l’autostrada E42 ed evacuata la Grande Moschea per precauzione. La polizia, insieme ai pompieri e agli artificieri stanno effettuando sopralluoghi e accertamenti sul materiale ritrovato.

Intanto dalle dichiarazioni del ministro degli esteri e vicepremier belga, Didier Reynders emerge che le autorità stanno cercando “dieci individui” “con armi pesanti” e con “attentati suicidi” che potrebbero colpire come hanno fato a Parigi. Sempre secondo Reynders gli obiettivi a rischio sarebbero “i grandi magazzini ed i centri commerciali”.

Ma i “top wanted” sono sempre  Salah Abdeslam,e Mohamed Abrini. Il primo che ha fatto parte degli attentati di Parigi e il secondo che l’11 novembre sarebbe stato ripreso in un video insieme a Salah.

Dei due non si ha nessuna traccia e l’allarme rimane alto. Entrambi sono nati e cresciuti nel quartiere Molenbeek. Mohamed Abrini, 30 anni, occhi marroni, un metro e 75 d’altezza, ha un fisico «corpulento», «atletico», ed è «armato e pericoloso». Questa la descrizione divulgata in base alle foto segnaletiche.

Le telecamere di una stazione di servizio di Ressons, sull’autostrada Bruxelles-Parigi, l’hanno ripreso due giorni prima dell’attentato, alla guida della Clio nera usata dai terroristi coinvolti nell’attacco. Di fianco a lui c’era Salah Abdelsam, il kamikaze che non si è fatto esplodere. Probabilmente, come detto dal procuratore di Parigi Francois Molins, è stata una scelta fatta in preda al panico, poiché la cintura esplosiva ritrovata in un cassonetto dell’immondizia a Montrouge era identica alle altre e perfettamente funzionante.

Le indagini sulla strage di Parigi rendono evidente che Abdelhamid Abaaoud, «la mente» del massacro, condannato a vent’anni di detenzione per terrorismo internazionale e ricercato dalle forze dell’ordine europee, andato e tornato dalla Siria per almeno tre volte, si è recatoo davanti al Bataclan per monitorare la situazione. Infatti, come spiegato dal procuratore: «La cella telefonica di quella zona lo ha agganciato la sera del 13 novembre vicino al locale, ancora prima dell’irruzione delle forze speciali». Gli investigatori ritengono che Abaaoud sia «il coordinatore dell’attentato», in quanto il mandante potrebbe essere in Siria.

Tutti i terroristi del commando erano già noti alla polizia. Altre persone sono state invece incriminate: Mohammed Mai e Hamza Attou, i due amici andati a prendere Salah Abdeslam dopo la strage, anche se dicono di non sapere «quello che aveva fatto»; un altro residente, arrestato per avergli dato un passaggio subito dopo; un’altra persona è stata arrestata perché sulla sua macchina sono state trovate tracce di sangue e due pistole.

Salah Abdeslam non era quindi da solo, e probabilmente anche ora qualcuno sta aiutando lui e Mohamed Abrini a nascondersi.

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