Turchia: il futuro dei rapporti con la Russia

Turchia: il futuro dei rapporti con la Russia

Un aereo russo è stato abbattuto martedì dall’aviazione militare turca nella zona del confine siriano. L’incidente sopraggiunge dopo una serie di violazioni dello spazio aereo turco. Un episodio che comporta conseguenze geopolitiche tra Turchia e Russia

TURCHIA – Le relazioni tra la Turchia e la Russia si sono considerevolmente inasprite dopo che i russi hanno dato vita a una vera e propria operazione di riconquista della Siria lo scorso settembre. Se le violazioni delle frontiere sono ricorrenti, la distruzione di un aereo militare russo e la morte di uno dei due piloti non è certamente un fatto di poco conto per Mosca e le conseguenze si preannunciano inevitabilmente come incalcolabili. Le posizioni degli aerei geolocalizzate dai radar sono soggette a determinati comportamenti ma una violazione dello spazio aereo non giustifica l’abbattimento.

L’aereo è precipitato a 4km dalla frontiera turca e i piloti sarebbero stati uccisi dai ribelli siriani. Le conseguenze diplomatiche sono troppo gravi per essere considerate accidentali. È ovvio che la Turchia abbia voluto mandare un messaggio molto forte alla Russia dopo che diversi villaggi del Turkmenistan sono stati messi in difficoltà sul versante siriano dalla Russia. Il governo russo spiega che l’aereo non ha assolutamente violato lo spazio. Il velivolo militare però è precipitato sul confine ma in territorio siriano (abbattuto da un missile partito da un F-16 dell’aviazione turca). Non si può escludere, visto la zona in cui è precipitato, che l’aereo volasse in territorio siriano. In questo caso ci troviamo di fronte a una mossa illegale da parte della Turchia. Un dato curioso se si analizza il fatto che l’aviazione turca è nota per aver violato ripetutamente lo spazio aereo greco e quello di Cipro. L’interrogativo a questo punto sorge spontaneo: come mai la Turchia è così rigida sulla protezione delle proprie frontiere e così insofferente quando si tratta dello spazio aereo altrui?

La Turchia, invece, tollera il contrabbando di petrolio che è la prima fonte di guadagno dell’IS. Se il paese chiudesse le proprie frontiere, lo Stato islamico subirebbe un’enorme perdita finanziaria. Alcuni giornalisti turchi che indagavano sui collegamenti tra lo Stato turco e Daesh, in particolare sulla consegna di armi, sono stati arrestati e nel peggiore dei casi uccisi. Tuttavia, i rapporti commerciali tra Turchia e Russia restano molto solidi. Dal gasdotto che collega la Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero, alle numerose aziende turche che lavorano in Russia  ai turisti russi, molti, quelli che vanno a trascorrere le proprie vacanze in Turchia, gli interessi di natura finanziaria tra le parti sono molteplici.

Cosa comporta questa situazione?

Ognuno mantiene il proprio ruolo in casi di questo spessore dall’opinione pubblica influenzata dalla stampa agli attori diplomatici. Gli alleati occidentali della Turchia testimoniano la loro solidarietà, gli europei e la NATO non hanno ovviamente l’intenzione di imbarcarsi in una guerra di frontiera. Tuttavia, l’attuale tensione è destinata a scendere rapidamente poiché la Turchia e la Russia sono perfettamente consapevoli entrambe che la posta in palio in un conflitto diretto è troppo alta.

Pilota in partenza per la Siria – Foto: ANNE-CHRISTINE POUJOULAT

Qual è l’obiettivo russo in Siria?

La Russia vuole trovare il modo di isolare i jihadisti privandoli di fatto della potenza turca-saudita. Inoltre, esiste un interesse economico focalizzato su progetti di interesse reciproco turco-russo per gasdotti con i quali bypassare l’Ucraina e fornire l’Europa meridionale. La Turchia rappresenta un freno evidente nella lotta all’IS proprio come la sua collocazione geografica che la rende inevitabile nel conflitto. Al Bagdadi, leader di Daesh, è sicuramente il peggior nemico del presidente Erdogan ma entrambi sfruttano la loro posizione per finanziare i loro mercati. Putin, tenterà di smascherare questa situazione.

L’incidente di Yamadi può anche essere abilmente sfruttato sullo sfondo degli attentati di Parigi dal presidente russo per aumentare la pressione internazionale sull’IS. Inoltre, la Russia può accusare i turchi di non essere dei collaboratori affidabili nella coalizione contro i terroristi dello Stato islamico. Di fatto, l’offensiva russa impedisce alle ambizioni turche di instaurare un regime simile a quello di Damasco.  L’incidente può anche essere letto come un tentativo turco di inclinare a proprio vantaggio un’eventuale rottura dell’equilibrio dei rapporti tra USA e Russia. Uno scenario però poco probabile.

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