Mali, francesi nel mirino dei terroristi a Bamako. 27 morti e ostaggi liberati dalle forze speciali

Mali, francesi nel mirino dei terroristi a Bamako. 27 morti e ostaggi liberati dalle forze speciali

Il doppio blitz delle forze speciali delle Nazioni Unite ha liberato tutti gli ostaggi all’hotel Radisson Blu di Bamako. Per il momento il numero delle vittime è salito a ventisette. Tra i morti risulta esserci un funzionario belga, Geoffrey Dieudonne, in Mali per un convegno. I caschi blu e le forze maliane hanno passato al setaccio i piani dell’albergo, trovando dodici cadaveri al piano terra e quindici al secondo piano.
Le autorità malesi avevano richiesto l’intervento delle teste di cuoio francesi, inviate in Mali da Parigi dal vicino Burkina Faso.

 20151120_maliblitz«Allahu Akbar» («Allah è grande»), questo il grido con il quale era iniziato l’assalto, con armi da fuoco e granate, all’Hotel Radisson Blu a Bamako, situato nel centro della capitale malese, verso le 7:00 di questa mattina (le 8:00 in Italia), rivendicato via Twitter dal gruppo Morabitun, legato ad al Qaeda.
Un agente della sicurezza ha riferito: «È successo al settimo piano: jihadisti stanno sparando nel corridoio».
Immediata l’allerta, con l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine che per sicurezza hanno perimetrato la zona. Istituita una unità di crisi con la supervisione del Primo Ministro Modibo Keita e del Ministro della Sicurezza Salif Traoré. Il Presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, ha fermamente condannato l’attacco, definendolo un «atto barbaro che non ha niente a che vedere con la religione», e ha ringraziato le forze di sicurezza del Paese e «i Paesi amici» per l’aiuto dato nell’operazione.

L’albergo Radisson Blu dispone di tre ristoranti e centonovanta camere, attualmente occupate per il 90%, soprattutto da diplomatici e uomini d’affari occidentali, con una forte presenza di clientela francese. Almeno una dozzina i terroristi che sono riusciti ad arrivare nei pressi dell’hotel viaggiando a bordo di un’auto con targa diplomatica. Gli assalitori hanno sbarrato l’hotel, «nessuno può entrare o uscire», e veniva  «rilasciato solo chi sa recitare versetti del Corano».

L’ambasciata americana ha allertato i propri connazionali presenti sul luogo, compresi gli uomini dell’ambasciata stessa, affinché si mettano al sicuro.
All’interno dell’albergo è stato accertato che sono presenti anche i membri del personale di volo dell’Air France, oltre a sei membri della Turkish Airlines e molte persone di nazionalità cinese, dato che la Cina ha intensi rapporti commerciali con il Mali.
Nell’attacco non sono invece coinvolti militari italiani, come fa sapere lo Stato Maggiore della Difesa.

Il 7 marzo scorso, sempre Bamako era stato al centro di un attentato in un bar-ristorante, nel quale erano rimaste ferite otto persone e cinque, tra cui un belga ed un francese, avevano perso la vita.
Le truppe francesi sono presenti in Mali dal gennaio del 2013, quando la Francia è intervenuta per aiutare il Paese a cacciare i gruppi di jihadisti legati ad Al Qaeda che avevano preso il controllo dopo uno scontro con l’esercito avvenuto nella primavera del 2012, ribelli cacciati proprio grazie al massiccio intervento francese.
Lo stesso Presidente francese Francois Hollande ha parlato del Mali nel discorso di ieri: «I terroristi nel 2012 si sono accaniti contro la cultura del Mali, hanno distrutto i simboli della cultura, imposto divieti, le donne sono state sottomesse, gli uomini umiliati, la Francia ha dovuto prendersi le sue responsabilità e portare avanti azioni importanti. Per questo ci considerano nemici». Rimangono purtroppo molte zone non ancora sotto il controllo degli uomini dell’esercito malese e delle forze di sicurezza internazionali, nelle quali i ribelli dettano legge. Dall’inizio del 2015 la forza jihadista si è progressivamente spostata dal nord al centro, arrivando nel giugno scorso a toccare il sud del Paese.

Iyad Ag Ghali, uno dei terroristi più pericolosi e ricercati dalla Francia, ex leader della ribellione tuareg e attuale capo dell’organizzazione terroristica Ansar Dine che ha capitanato l’invasione armata del nord del Mali nel marzo 2012, aveva invitato ad attaccare la Francia proprio pochi giorni prima degli attentati terroristici, come reazione all’accordo di pace firmato proprio a Bamako tra il governo del Mali e il Coordinamento dei movimenti dell’Azawad (Cma), con la mediazione dell’Algeria. Il Cma raggruppa le formazioni armate del nord del Mali, in maggioranza tuareg, e l’accordo mirava a stabilizzare il territorio desertico settentrionale, fucina di molte rivolte tuareg, oltre che simulacro per gli estremisti islamici targati al Qaeda.

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