Parigi: l’oscura pista degli investigatori

Parigi: l’oscura pista degli investigatori
French Police officers stand on guard near the church of Sacre Coeur, on top of the Montmartre hill with Paris, Wednesday, Nov. 18, 2015. A woman wearing an explosive suicide vest blew herself up Wednesday as heavily armed police tried to storm a suburban Paris apartment where the suspected mastermind of last week's attacks was believed to be holed up, police said. (ANSA/AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)

L’assalto condotto questo mercoledì mattina aveva come obiettivo Abdelhamid Abaaoud, identificato come il vero cervello dietro gli attentati parigini di venerdì 13 novembre. L’uomo ha già svolto diverse volte viaggi tra l’Europa e la Siria. Un dato che evidenzia nuovamente le falle dell’intelligence francese ma anche e soprattutto europea

PARIGI – Nelle prime ore del mattino, gli uomini della BRI hanno condotto un assalto in un appartamento collocato in rue du Corbillon a Saint-Denis. Lo scopo dell’azione era la cattura di Abdelhamid Abaaoud, un jihadista 28enne considerato la mente degli attentati di venerdì sera partito in Siria per arruolarsi nelle fila dello Stato islamico nel 2013. In molti lo credevano ancora in Siria da dove si supponeva avesse diretto gli attentati. La realtà però sembra essere decisamente diversa. Gli investigatori, infatti, sulla base di diverse testimonianze e ricerche telefoniche, hanno iniziato a considerare l’eventualità che potesse trovarsi proprio in Francia.

Il luogo del blitz di questa mattina

Questa pista tutt’altro che impossibile poiché l’inchiesta si è avvalsa di conoscenze nell’entourage di Abou Omar Soussi, il nome che gli era stato dato nelle fila di Daesh, potrebbe rivelarsi decisiva. Quest’uomo è uno dei migliori amici di Salah Abdeslam, uno dei responsabili degli attentati ancora in fuga. Secondo il giornale francese “Le Monde” sarebbe anche coinvolto nell’attentato perpetrato contro una chiesa ebraica il 19 aprile e nell’attacco del Thalys del 21 agosto.

Immaginarsi Abdelhamid Abaaoud in Francia in questo momento sembra davvero ridicolo. Eppure, il jihadista era solito recarsi in Francia e più generalmente in Europa. Lo scorso gennaio è stato in Belgio con l’intento di partecipare alla realizzazione di un progetto terroristico nel paese. In quel periodo, le forze di sicurezza riuscirono a smantellare una cellula terroristica a Verviers.

Una fonte ha confermato al giornale “Le Monde” che il 28enne jihadista avrebbe compiuti diversi tragitti negli ultimi anni tra il Belgio e la Siria dalla fine del 2013. Viaggi effettuati soprattutto via Grecia. Paese in cui il suo cellulare è stato geolocalizzato proprio quest’anno. Il punto è: il jihadista è transitato in Grecia per raggiungere la Francia? Quello che sappiamo è che Ahmad Al-Mohammad, uno degli attentatori che ha agito nella zona dello Stade de France, ha percorso molte volte questi tragitti anche come migrante. Via Twitter, un giornalista della BBC ha rivelato che si è registrato in Grecia insieme ad un’altra persona sotto falso nome: “Al-Mahmod”. Da allora, nessun’altra informazione è circolata su questo soggetto.

Se la sua presenza sul territorio francese o europeo dovesse essere confermata nelle prossime ore, sarà necessariamente un segnale di fallimento dell’intelligence francese ma anche internazionale. Un fatto che automaticamente screditerà la cooperazione europea.

([email protected])

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook