Reazione lampo della Francia: distrutti centri Isis

Reazione lampo della Francia: distrutti centri Isis

La risposta di Parigi è arrivata immediatamente: i raid francesi hanno sganciato 20 bombe colpendo i centri di addestramento dell’Isis in Siria, principalmente a Raqqa. Non risultano, al momento, feriti o morti tra i civili dopo il massiccio bombardamento dei caccia francesi.

FRONTE ESTERO – Nei bombardamenti sono stati impiegati 12 aerei, tra i quali 10 caccia da combattimento, partiti simultaneamente dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Giordania. In città, oltre l’energia elettrica, è stata tagliata anche la fornitura di acqua.
Il ministro della Difesa francese ha tempestivamente comunicato che due centri di addestramento sono stati completamente distrutti: “Il primo obiettivo distrutto veniva utilizzato dall’Isis come posto di comando, centro di reclutamento dei jihadisti e deposito d’armi e munizioni. Il secondo obiettivo ospitava un campo di addestramento terrorista”. Parigi sottolinea poi che l’operazione si è scagliata contro obiettivi “identificati in precedenza” dalle missioni di ricognizione condotte dall’aeronautica militare francese. Una reazione, quella della Francia, molto prevedibile: lo stesso presidente Francois Hollande, nel suo intervento a caldo dopo le stragi, aveva fatto sapere che la risposta dell’Eliseo sarebbe arrivata “determinata e spietata”. Anche il primo ministro francese Manuel Valls aveva parlato di “una guerra che intendiamo vincere”.
Di primaria importanza sono gli aiuti che gli Usa stanno fornendo alla Francia: dati di intelligence per i raid in Siria, e forze americane coinvolte nei bombardamenti di ieri. “L’operazione -è riportato sul Wall Street Journal- è stata condotta in coordinamento con le forze americane”. A riguardo, il Pentagono sottolinea che Usa e Francia sono d’accordo sui “passi concreti che le forze militari debbono intraprendere per intensificare la loro azione contro l’Isis”.

FRONTE INTERNO – Il ministro degli interni Bernard Cazeneuve ha annunciato in diretta tv la chiusura delle moschee radicali. Si tratterebbe di quei luoghi (anche semplici magazzini o cantine) in cui ci si riunisce per la predicazione. Intanto Hollande -che si è confrontato ieri con gli altri partiti-sta pensando, come suggerito da Nicolas Sarcozy e Marine Le Pen, di estendere il provvedimento della chiusura delle frontiere a tempo indeterminato.

LA REAZIONE DI RENZI – Matteo Renzi, al G20 di Atalya, sul tema terrorismo è intervenuto più volte, premettendo innanzitutto che “le polemiche interne tra i partiti si abbassino di un tono”. “L’Italia è un grande Paese -ha sostenuto il Premier-, ha sconfitto il terrorismo interno negli anni ’70 e ’80 e le stragi di mafia. Ha la forza per poter affrontare questa fase che stiamo vivendo”.

Davvero tutto ciò era così imprevedibile? “Il nemico è in casa: vogliono farci credere che sia un’esigua minoranza che vive in Paesi lontani, ma in realtà non è così”, scriveva qualcuno una quindicina di anni fa.

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