L’11 settembre della Francia. Parigi sotto shock: 128 morti in 7 attentati. Ancora attentatori liberi

L’11 settembre della Francia. Parigi sotto shock: 128 morti in 7 attentati. Ancora attentatori liberi

“Gli assalitori sono in strada. Tornate a casa”. Così urlavano i poliziotti di Parigi all’inizio di questa notte di terrore. Una notte che conta al suo culmine conta 128 vittime, rivendicate tutte dall’Isis: “Parigi è in fiamme”- scrive il Califfato sul web, celebrando gli spari, i morti ‘infedeli’. E’ una rivincita per gli attentati in Siria.

I fatti:

L’Isis ha scelto di attaccare i luoghi di aggregazione: una partita di calcio, un concerto rock, ristoranti. Intorno alle 22.15 si sono sentiti diversi colpi di kalashnikov in un ristorante del X arrondissement. Poi spari al Bataclan, una sala da concerti nell’XI arrondissement, dove più di centinaio di persone sono state prese in ostaggio.Tre forti  esplosioni sono state avvertite poi attorno allo Stade de France (in periferia), dove era in corso l’amichevole Francia-Germania. 

Gli attentati- I ristoranti:

il primo attacco è avvenuto quando un kamikaze si è fatto saltare in Boulevard Voltaire senza fare altre vittime, a Rue de Charonne 18 vittime al bar La Belle Équipe, cinque morti alla pizzeria La Casa Nostra in a Rue de la Fontaine au Roi, almeno dodici morti tra Rue Alibert nel bar Le Carillon e nel ristorante Le Petit Cambodge in Rue Bichat

Gli attentati- Il Bataclan:

Inizialmente si è pensato fossero stati trattenuti circa 100 ostaggi (ma erano molti di più: 1550 paganti). Una trentina è riuscita ad uscire anche con l’ausilio della Polizia. Degli altri non si sono avute notizie ufficiali per circa due ore. Nella sala concerto “stanno uccidendo tutti uno per uno” -aveva scritto un ostaggio sulla sua pagina facebook (il ragazzo poi si è salvato). Poi il blitz della polizia, 2 attentatori uccisi ed il bilancio di circa 90 vittime.

benjamin

Gli attentati- Lo Stadio: 

Durante la partita tra Francia e Germania si sono udite tre granate nei pressi dello Stade de France. Qui almeno 30 vittime. Allo stadio era presente anche presidente Francois Hollande che è stato subito messo in sicurezza e portato al Viminale per una riunione di emergenza con il  ministro degli Interni, Bernard Cazeneuve. Dopo la riunione Hollande ha parlato alla Nazione ed ha dichiarato lo stato di emergenza: “saranno chiuse le frontiere e saranno effettuate numerose perquisizioni”. Le persone che stavano assistendo alla partita nello Stade de France (terrorizzate e invitate a riunirsi al centro del campo) sono uscite a rilento con l’aiuto delle forze dell’ordine.

Altre sparatorie:

A Les Halles, in piano centro, è iniziata intorno alle 23, 20 un’altra sparatoria. Non molto prima sono stati avvertiti colpi da fuoco a rue de Charonne, e vicino a boulevard Beaumarchais e a Faidherbe, tutti e tre luoghi a pochi metri da place de la Bastille.

I terroristi:

I terroristi sarebbero 4 secondo le fonti ufficiali, ma il sospetto è che siano molti di più. Le autorità parlano di 4 terroristi uccisi (si sono fatti esplodere con delle cinture di esplosivo) al Bataclan. Sarebbero ancora a piede libero due terroristi (probabilmente gli stessi che hanno sparato a Les Halles).

Il bilancio:

Il bilancio delle vittime è del tutto provvisorio e destinato con ogni probabilità a crescere.

Le misure:

Università chiuse domani e anche altri luoghi pubblici. Il comune di Parigi “invita” i parigini a non uscire di casa domani. Hollande dichiara lo Stato d’Eergenza e sebbene avesse dichiarato di voler chiudere le frontiere i fatti lo smentiscono perché le autorità presidiano i confini, ma la circolazione rimane invariata.

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