ISIS: Jihadi John sarebbe morto sotto i colpi di un raid americano

ISIS: Jihadi John sarebbe morto sotto i colpi di un raid americano

Il boia dello Stato islamico, più noto come “Jihadi John” sarebbe stato vittima di un raid americano specificatamente preparato contro di lui. Per ora nessuna notizia conferma la sua morte. Un portavoce del Pentagono ha dichiarato in un comunicato: «Stiamo valutando i risultati dell’operazione di questa notte [giovedì notte] e forniremo informazioni supplementari.»

RAQQA – Secondo il Pentagono, il bombardamento aereo avvenuto a Raqqa, una delle basi principali del territorio sotto il dominio dell’ISIS nel nord della Siria, potrebbe aver ucciso il boia dello Stato islamico. L’obiettivo sarebbe stato geolocalizzato tre giorni fa dall’esercito americano e l’offensiva proviene da un drone, secondo quanto riferito da alcuni responsabili americani citati dalla CNN e dal “Washington Post“. Jihadi John, di origini britanniche, è “l’incarnazione della crudeltà dello Stato islamico” come ha ricordato il Pentagono. È presente in molti video della propaganda di Daesh destinata all’Occidente, in cui appare sempre vestito di nero, con il volto nascosto e un coltello in mano.

Il primo video nel quale è apparso, è stato quello della morte del giornalista americano James Foley, brutalmente assassinato. Successivamente, è stato ripreso nei video che precedevano la morte di Steven Sotloff, dei britannici David Haines e Alan Henning e in seguito in quello dell’assasinio di Peter Kassig, ma anche nei video in cui muoiono i due ostaggi giapponesi Haruna Yukawa e Kenji Goto.
Mohammed Emwazi, un programmatore di Londra, è nato in Kuwait nel 1988 da una famiglia di origini irachene. I suoi genitori si sono trasferiti a Londra nel 1993, dopo aver perso qualsiasi speranza di ottenere la nazionalità kuwaitiana.

12 November, 2015 9:23 AM EST – Colpi aerei della colazione americana nel nord dell’Iraq (The Washington Post)

L’annuncio del raid è stato accolto da Stuart Henning, nipote di Alan Henning, con queste parole: “Provo dei sentimenti contrastanti. Perché voglio che questo codardo che si nasconde dietro una maschera soffra come abbiamo sofferto noi. Ma nello stesso tempo, sono felice della sua distruzione”, ha twittato commentando il tutto con un emoticon a forma di bomba. Questa notizia, se confermata, costituisce un grande colpo contro l’ISIS. Viene così colpito un simbolo. Quello che molti esperti vedevano sostanzialmente come un “prodotto di marketing”. Tuttavia, come ha commentato Raffaello Paolucci dell’Istituto londinese di ricerca RUSI: “Tatticamente questo non cambia niente per l’ISIS”. Questo colpo sopraggiunge in un momento in cui l’esercito americano offre sostegno aereo ai Peshmerga Curdi che lottano da tempo contro l’ISIS sul monte Sinjar nel nord dell’Iraq, nei pressi della frontiera siriana e alla vigilia di una riunione internazionale sabato a Vienna sulle prospettive di transizione politica in Siria.

L’ISIS controlla vasti territori in Siria, lacerata dalla guerra civile dal 2011, un conflitto che ha provocato la morte di oltre 250 000 persone. Ultimamente, l’ISIS sembra essere preso in una morsa internazionale poiché attaccato in entrambi i paesi dagli eserciti nazionali e tallonato dall’aviazione russa (in Siria) e dalla coalizione internazionale condotta dagli Stati Uniti.

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