Birmania: Aung San Suu Kyi favorita per le elezioni che si preannunciano storiche

Birmania: Aung San Suu Kyi favorita per le elezioni che si preannunciano storiche
Myanmar's National League for Democracy Party leader Aung San Suu Kyi speaks to media about the upcoming general elections, during a news conference at her home in Yangon November 5, 2015. Myanmar opposition leader Aung San Suu Kyi said on Thursday she would be "above the president" if her party wins a historic election on Nov. 8, defying a constitutional ban on becoming head of state herself. The general election is the first since a quasi-civilian government took power in 2011 after nearly 50 years of a military dictatorship, and is widely regarded as a referendum on Myanmar's reform process. REUTERS/Jorge Silva - RTX1UTOP

I birmani eleggeranno un nuovo parlamento domenica 8 novembre. Queste elezioni legislative libere dopo 25 anni, dovrebbero conferire la vittoria all’opposizione. Se Aung San Suu Kyi vincerà le elezioni dovrà tuttavia necessariamente trattare con i militari

Naypyidaw – 32 milioni di elettori birmani sono chiamati alle urne per rinnovare il parlamento. La Lega Nazionale per la Democrazia (LND) guidata dal premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, dovrebbe, secondo i sondaggi, imporsi con buona probabilità ma dall’ampiezza di questa vittoria dipenderà certamente moltissimo come il bilancio degli affari per i mesi successivi. Per l’inizio del 2016, quando il parlamento si riunirà, sono attesi tanti volti nuovi.

Nonostante la forte novità dal punto di vista dei componenti, in molti temono che l’esercito e il partito dirigente possano trovare un metodo per non rispettare pienamente il risultato. Il ricordo delle elezioni del 1990 è ancor molto vivo. Durante quelle elezioni la LND ottenne l’81% dei seggi, ma il risultato fu manipolato dalla giunta che condannò Suu Kyi ai domiciliari per 15 anni. Dal 2010, i militari hanno intrapreso un processo di democratizzazione. Un progetto però decisamente fragile. In effetti, diverse clausole della Costituzione accordano ai militari un ruolo politico a prescindere dal risultato delle elezioni. E l’esercito, almeno per ora, resta un’Istituzione fortissima e centrale in Birmania. In questo contesto sono numerosi quelli che pensano che saranno impiegati tutti i mezzi necessari affinché il presidente Thein Sein possa ottenere un secondo mandato.

Aung San Suu Kyi in una fase della sua campagna elettorale – Foto: Soe Zeya Tun—Reuters

SI VA VERSO UNA COALIZIONE?

La Costituzione redatta nel 2008 dall’esercito assegna di default un quarto dei seggi ai militari in Parlamento così come il posto del ministro della Difesa. Ad ogni modo, in caso di vittoria della LND, saranno necessarie negoziazioni tra Suu Kyi e i suoi alleati. L’ipotesi di un governo di coalizione resta plausibile.
Aung San Suu Kyi afferma che in caso di vittoria e di formazione del governo all’indomani dello scrutinio, sarà “al di sopra“ del presidente, contornando di fatto il divieto costituzionale di prendere il posto supremo. Effettivamente, la Costituzione vieta a qualsiasi persona avente figli stranieri di essere presidente. Ora, Suu Kyi è vedova di un ricercatore britannico dal quale ha avuto due bambini.

C’È IL RISCHIO DI IRREGOLARITA’ ELETTORALI?

Il processo elettorale è ovviamente lontano dall’essere soddisfacente, soprattutto in ragione delle irregolarità nei voti anticipati e nelle liste elettorali come ha ricordato la stessa Suu Kyi in una conferenza stampa il 5 novembre secondo Myanmar Now. D’altronde la commissione elettorale dell’Unione deve far fronte a un’ondata di critiche. Specialmente per quanto concerne le liste elettorali incomplete e il voto anticipato. Un sondaggio di The Irrawady, rivela come il 26% dei lettori pensano che le elezioni siano credibili, e il 23% pensano invece che non lo siano, il restante 35% non si pronunciano.

Il presidente prenderà ufficialmente il suo incarico dopo febbraio mentre il nuovo governo entrerà in vigore a fine marzo.

Guarda il breve filmato del TIME sulla situazione birmana:

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