Israele: Gli Stati Uniti con Israele contro il nucleare iraniano

La segretaria di Stato americano Hillary Clinton ha tenuto una visita ad Israele per un impegno a mobilitare tutti i mezzi possibili e disponibili dagli Stati Uniti per impedire a l’Iran di accedere all’energia nucleare di natura militare. “Utilizzeremo tutte le componenti della potenza americana per impedire all’Iran di accedere agli armamenti nucleari”, ha aggiunto dopo un incontro con il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Come il presidente Barack Obama ha detto, il mondo intero è interessato a impedire all’Iran di ottenere armi nucleari. In ragione dei nostri sforzi  per alleare la comunità internazionale, l’Iran è sottoposta a pressioni più forti che mai”, ha sottolineato la signora Clinton.

“Abbiamo parlato delle misure concrete che possiamo adoperare per continuare ad esercitare questa pressione. Continueremo le consultazioni con lo Stato di Israele.” La segretaria di Stato americano ha inoltre ricordato che gli Stati Uniti privilegiano una “soluzione diplomatica” e chiama Teheran a prendere la decisione strategica per rispondere alle inquietudini della comunità internazionale e di mantenere i propri obblighi. Israele considerata come unica potenza nucleare della regione, stato sul quale mantiene una certa ambiguità, presenta il programma nucleare iraniano come una minaccia per la sua esistenza, riferendosi alle dichiarazioni ripetute dai dirigenti della Repubblica islamica predicando la sua scomparsa. I principali responsabili israeliani, Netanyahu in testa, agitano periodicamente la minaccia di un operazione militare esprimendo i dubbi sull’effettività delle sanzioni contro Teheran, che ricorda il carattere puramente civile del suo programma nucleare. Hillary Clinton dopo una consultazione con i dirigenti israeliani ha chiamato quest’ultimi a mostrarsi all’altezza delle “sfide” e delle “opportunità” rappresentate dagli eventi del Medio Oriente. Evocando la sua precedente tappa, in Egitto, dove ha incontrato personalmente il presidente neo eletto, Mohamed Morsi, ha assicurato che la comunità internazionale attendeva dal Cairo il mantenimento del trattato di pace con Israele che è stato la colonna vertebrale della stabilità regionale per tre decenni. Lo stesso Netanyahu ha qualificato il mantenimento in vigore di questo trattato come questione di primordiale importanza. “Per noi così come per gli Stati Uniti, l’Egitto è un paese chiave nel Medio Oriente e molto dipende da loro ma anche da noi, dunque continuiamo a mantenere la rotta verso la pace”, ha affermato la Signora Peres dopo aver ricevuto Hillary Clinton. Il trattato di pace Israele-Egitto del 1979 ha permesso di risparmiare centinaia di migliaia di vite”, ha assicurato. “Siamo chiamati ad essere intelligenti creativi e coraggiosi”, ha ricordato il capo della diplomazia americana, apparentemente alludendo alle inquietudini israeliane di fronte all’instaurazione dei regimi autoritari nelle zone confinanti. Nel pomeriggio Hillary Clinton ha anche incontrato a Gerusalemme il Primo ministro palestinese Salam Fayad. “Gli Stati Uniti continueranno ad aiutare le autorità palestinesi che operano nella sicurezza e nella crescente economia della popolazione”, ha ricordato nel corso di questo incontro.

Manuel Giannantonio

18 luglio 2012

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