Siria: i disegni dei bambini, la guerra vista dagli occhi dell’innocenza

Siria: i disegni dei bambini, la guerra vista dagli occhi dell’innocenza

Il numero di bambini coinvolti dalla guerra civile siriana è sostanzialmente raddoppiato nel terzo anno di conflitto, raggiungendo 5,5 milioni secondo un rapporto dell’UNICEF

ALEPPO – Le prime vittime di un conflitto sono loro, i bambini. Lo sfruttamento nei loro confronti e il fatto che siano prede del conflitto costituiscono non solo una violazione dei loro diritti ma anche degli stessi pilastri della pace. Quando un bambino si vede rifiutata la possibilità di crescere in un clima di tolleranza, giustizia e serenità, la speranza di sconfiggere le guerre in corso è decisamente debole.

Sono troppo giovani per capire ciò che succede. Non hanno nessun modo di difendersi e di affrontare il pericolo. Sono vulnerabili e diventano, purtroppo, facili bersagli della crudeltà senza confini dell’uomo. Strappati alle loro famiglie, testimoni impotenti di violenze estreme, abbandonati a loro stessi e alla loro incapacità di cavarsela da soli, costretti a fuggire dalla loro terra per un futuro migliore.

Bambina vittima di un attacco aereo ad Al Qusayr © Robert King/ Polaris/ Starface

Sarebbero oltre un milione i bambini che si trovano attualmente nelle zone assediate e impossibile da raggiungere per gli aiuti umanitari. Sono privati di sostegno, lottano per il cibo. Sono numerosissimi i piccoli siriani che si ritrovano all’improvviso senza protezione, aiuti medici e il fondamentale sostegno psicologico di cui hanno bisogno, per non contare l’aggravante della mancanza di accesso all’istruzione. Nel peggiore dei casi, le donne incinte vengono deliberatamente uccise dai cecchini. Questa generazione deve confrontarsi con l’orrore di traumi estremamente difficili. Oltre due milioni di bambini necessitano di un sostegno psicologico. Gli ultimi tre anni per i bambini siriani, sono stati i più lunghi della loro vita. La violenza, il crollo dell’istruzione e dei servizi sanitari aggiunti al deterioramento della congiuntura economica concorrono a devastare un’intera generazione.

Fuori dal paese nelle zone di confine, sono ormai oltre 1,2 milioni i rifugiati che sopravvivono in condizioni inaccettabili. Condizioni in cui procurarsi l’acqua può diventare difficile. Un bambino siriano su 10 lavora. Questa guerra deve finire per permettere a queste piccole vittime innocenti di tornare e costruire il loro futuro, in condizioni di sicurezza, vicino alla famiglia.

Il 16 settembre scorso, The Independent ha pubblicato questi disegni realizzati da bambini di età compresa tra i 13 e 16 anni, all’interno della scuola di Jarmana, nella periferia di Damasco. A sorprendere, è il fatto che è stato chiesto loro di disegnare semplicemente ciò che volevano. Nessuno gli ha detto di rappresentare la guerra. Loro, però, hanno semplicemente riprodotto ciò che vedono, ciò che probabilmente li tormenta e li angoscia. La guerra vista e riprodotta dagli occhi dell’innocenza.

Disegno di Bouchra, 13 anni, origniario di Damasco

 

Disegno di Hadil, 15 anni, originario di Horan.

 

Disegno di Hiba, 13 anni, originario di Daraya.

 

Disegno di Nour, 13 anni, originario della periferia di Damasco

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