Libia, post-Gheddafi: prime elezioni democratiche dopo 48 anni

Questo è un giorno storico per Libia: dopo 48 anni si torna a votare per eleggere l’Assemblea costituente. Si tratta dalle prime elezioni democratiche dopo mezzo secolo, ovvero da quando nell’estate del 1969 Muammar Gheddafi instaurò il suo regime, poi caduto nel 2011 sotto il peso della rivolta del popolo che sfocià nella Guerra civile libica.
È ben immaginabile quindi la tensione che si respira oggi nel paese, nella capitale, Tripoli, già dalle prime ore del mattino sono state registrate grandi code.

Disagi invece a Bengasi dove alcuni seggi sono rimasti chiusi a causa di disordini provocati dai militanti indipendentisti della regione e dove alcuni dimostranti hanno anche incendiato alcune schede elettorali.
Nouri al-Abbar,  presidente dell’Alta commissione elettorale, ha dichiarato in mattinata (durante una conferenza stampa a Tripoli) che l’affluenza alle urne è molto alta ma fin ora non sono state fornite cifre più precise.
I disagi maggiori si concentrano nella Cirenaica, molte le accuse mosse contro il governo per aver concentrato le forze di sicurezza prevalentemente a nord ed a Tripoli tralasciando il resto.
Mohammed Shaban, un portavoce del ministero dell’interno, ha risposto alle critiche affermando: “Stiamo provvedendo a risolvere il problema della mancata apertura di alcuni seggi, ma non parlerei di fallimento. Abbiamo avuto problemi in alcuni seggi ad Ejdhbya, a 150 chilometri da Bengasi. Il processo elettorale si è fermato, ma ha poi ripreso”.
Nonostante questi problemi le strade delle città libiche sono piene di cittadini di ogni estrazione e credo politico pronti a votare (si potrà fare fino alle 20:00 locali) per eleggere i 200 membri dell’Assemblea costituente che avrà il compito di redigere la Costituzione: il primo passo verso la democrazia è cominciato quest’oggi.

Enrico Ferdinandi

7 luglio 2012

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