Stati Uniti: dopo l’ennesima strage perché non abolire la legge sulle armi?

Stati Uniti: dopo l’ennesima strage perché non abolire la legge sulle armi?

Una nuova sparatoria ha provocato 10 morti, tra i quali il suo folle autore, ucciso dalla polizia,  giovedì nello Stato dell’Oregon. Per l’ennesima volta è stata consumata una tragedia figlia della legge sulle armi negli States. In queste ore, inevitabilmente, si è riacceso il dibattito sulla controversa norma mentre i federali hanno ritrovato 13 armi, regolarmente acquistate, appartenenti al ragazzo autore del massacro

OREGON – « […] the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed. »/ «Il diritto che il popolo ha di detenere armi non sarà trasgredito.» Questa parte del 2° emendamento della Costituzione americana resta soggetta ad interpretazione. I sostenitori di una concezione del tutto individualista assicurano che ogni cittadino americano, se «onesto», ha il diritto di assicurarsi la propria difesa, quella dei suoi cari e della sua famiglia. Il possesso di un’arma da fuoco garantisce, inoltre, il diritto di rispondere all’oppressione di un governo tirannico o a un’aggressione.

«UN DIRITTO»

Nell’analisi di questo punto di vista, possedere un arma è un sacro santo diritto, in molti lo definiscono semplicemente come un diritto naturale, per cui fondamentale e inalienabile, iscritto nel cuore della Dichiarazione dei diritti (Bill of Rights).
La legittimazione del diritto di possedere un’arma si avvale dell’eredità storica e filosofica del paese: lo sviluppo delle armi nelle colonie effettivamente ha permesso in modo determinante di combattere ed infine cacciare l’oppressore. È uno dei capisaldi dell’integrità territoriale americana.

UN CASO COMPLESSO PER IL GOVERNO OBAMA

Proprio per questo motivo, l’intera faccenda si configura come un autentico campo minato per l’amministrazione Obama e il governo americano. L’idea e la concretizzazione della proposta della rinuncia di questo sacro diritto appaiono obiettivamente molto lontani oggi. L’amministrazione del 44° presidente subì una sconfitta in questo senso già nel 2013. La riforma presentata dal presidente fu respinta dal senato.
Le difficoltà sono certamente molteplici e di diversa natura, ma fondamentalmente il problema consiste nella regolamentazione della violenza armata. Per la principale lobby delle armi negli Stati Uniti, la National Rifle Association (NRA), non sono le armi ad uccidere, bensì le persone che le utilizzano. La necessità di questa legge, inoltre, trova forza nella delinquenza e nel pessimo utilizzo costituzionale.

Nella foto: Chris Harper Mercer, il folle autore della sparatoria avvenuta nel Comunity College dell’Oregon in cui sono morte 10 persone giovedì.  Foto: DailyTelegraph

MISURE INEFFICACI

Sono due le leggi che devono essere citate: il Gun Control Act, che nel 1968 vietò la vendita di armi per corrispondenza e per alcune categorie specifiche quali, criminali, minori e problemi con problemi psichici, imponendo un numero di serie per l’arma. L’altra è la legge Brady, datata 1993, instaurò il Background check: un controllo dei precedenti penali della persona intenta ad acquistare un’arma. Ma il paradosso è che questa legge si applica solo per le armi nuove mentre chi vuole acquistarne una usata (e il mercato ne offre a bizzeffe) il problema non si pone. E cosa pensare allora per la vendita online?

UN PRESIDENTE CHE NON PUO’ AGIRE

Nonostante la grande determinazione dimostrata dall’approdo alla Casa Bianca, Obama a livello federale ha sempre potuto fare ben poco contro questa legislazione. Tuttavia, non è rassegnato, almeno fino ad oggi. Sono passati 16 anni dopo la tragica giornata di Columbine, che richiamò l’attenzione mediatica nazionale sulla questione, oggi tornata alla ribalta.
Dopo il massacro di giovedì nell’Oregon, Obama si è espresso manifestando apertamente la sua collera e ribadendo un concetto che difende da tempo: «Ogni volta che un dramma come questo si produrrà, ripeterò che possiamo fare qualcosa ma dobbiamo cambiare la nostra legge».

([email protected])

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook