Germania: storica condanna di due capi Hutu per il genocidio ruandese

Germania: storica condanna di due capi Hutu per il genocidio ruandese
Ignace Murwanshyaka durante una fase del processo - Foto: www.morgenweb.de

Due capi della ribellione hutu ruandese sono stati condannati oggi, da un tribunale di Stoccarda per aver orchestrato dalla Germania crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi sostanzialmente dal 2009, nell’est della Repubblica democratica del Congo

STOCCARDA – Ignace Murwanshyaka, 51 anni, il presidente delle forze democratiche di liberazione del Ruanda (FDLR), e Straton Musoni, 54 anni, vice presidente dell’organizzazione stessa, sono stati rispettivamente condannati a tredici anni e otto anni di detenzione dal tribunale di Stoccarda. Un fatto dalla portata storica poiché è la prima volta che la Germania giudica sul proprio territorio atrocità commesse all’estero.

I due capi hutu sono stati accusati di aver diretto dalla Germania crimini contro l’umanità. Vivevano in terra tedesca godendo dello status di rifugiati politici dagli anni sessanta. Un periodo decisamente molto lungo per organizzare i loro diabolici piani, tanto da indurre il procuratore a dichiarare: “Possiamo solo immaginare la quantità di atrocità compiute durante la guerra civile”.

Uno scatto dall’orribile genocidio ruandese per il quale Ignace Murwanshyaka e Straton Musoni sono stati condannati dal tribunale di Stoccarda – Foto: thesentinelproject.org

Questi due uomini hanno organizzato il violentissimo massacro del 10 maggio 2009 in un villaggio del Busurugni, durante il quale morirono almeno 96 civili, secondo un rapporto redatto dall’ONU. Le vittime sarebbero state uccise per decapitazione, pugnalate, per colpi di machete ed esecuzioni a bruciapelo. Una carneficina agghiacciante. Famiglie intere sono state uccise, “abbiamo visto bambini uccidere altri bambini”, recita il rapporto dell’Ong. Strupri, massacri, reclutamento di bambini soldati, rapimenti… Ignace Murwanshyaka e Straton Musoni devono rispondere di 26 crimini contro l’umanità e 39 crimini di guerra e della gestione di un’associazione terrorista all’estero.

La durata del processo, quattro anni, basta per spiegare quanto siano state complicate le sue trame. Problemi di traduzione, barriere culturali difficilmente superabili, enormi difficoltà nell’identificare testimoni. Questo verdetto rappresenta un passo senza precedenti per la Germania che in questa maniera testimonia inequivocabilmente la propria partecipazione alla condanna dei criminali internazionali, come ha voluto ricordare il Centro europeo per i diritti costituzionali e umani mentre il paese si è dimostrato incapace di perseguire i criminali nazisti.

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