Giappone: Fukushima non impedisce il rinnovo dell’energia nucleare

Il reattore 3 della centrale di Ohi ad Ovest del Giappone è stato riattivato domenica 1° luglio nonostante l’opposizione di cittadini ancora traumatizzati, segnando così dunque la ripartenza reale dopo il disastro atomico di Fukushima nel marzo del 2011 alla fine di un breve periodo senza energia nucleare. Nonostante un opinione pubblica chiaramente molto divisa e le manifestazioni verifacatesi nel Giappone negli ultimi tempi, la Kansai Electric Power ha rimesso in moto questo reattore verso le 21h ( le 14h ora locale), secondo alcuni media del Sol Levante.

La reazione a catena dovrebbe essere confermata lunedì e la produzione di elettricità iniziare nella giornata di mercoledì 4 luglio. La compagnia aveva ricevuto il via libera dalle autorità locali e dal Primo ministro per rimettere in funzione i reattori 3 e 4 della centrale di Ohi in cui immediatamente sono iniziati i preparativi. Il municipio di Ohi e la prefettura di Fukui (provincia in cui è situato il reattore) e il governo centrale hanno giudicato che questi reattori potevano essere rimessi in moto in assoluta sicurezza in seguito all’esito fornito da accuratissimi controlli anche se i sismologi hanno allertato che i lavori di rinforzamento contro il sisma e lo tsunami non saranno completati prima di 3 anni di attività. Il Primo ministro giapponese, Yoshiko Noda si è così espresso al riguardo, “La mia responsabilità e di proteggere i cittadini, facendo il possible per evitare la ripetizione di un episodio come quello di Fukushima. L’energia nucleare è una fonte di elettricità cruciale.”
La Kansai Eletric Power, che ha in totale 11 reattori dei quali 10 sono ancora fermi, stima che il rilancio della tranche n°3 e della n°4 di Ohi gli permetteranno di ridurre almeno di 10% se non annullare, il deficit di produzione che sarebbe di circa il 15% senza i picchi estivi. La decisione finale di fatto è stata presa in funzione delle considerazioni essenzialmente economiche, l’assenza di energia nucleare obbliga infatti a restrizioni di consumo giudicato penalizzante per le imprese. Senza contare che la necessità di importare vantaggio petrolifero e di gas naturale per far carburare a pieno regime le centrali termiche riduce l’indipendenza energetica dell’arcipelago e aumenta notevolmente la fattura di acquisto di prodotti stranieri, generando deficit di natura commeriale.  “Vorrei che sparisse un governo che antepone l’economia alla sicurezza dei cittadini.”, ha dichiarato lo scrittore e giornalista Satoshi Kamata, uno dei più accaniti sostenitori nella lotta contro l’energia atomica. La riattivazione del reattore 3 è il primo caso di rilancio reale di un unità atomica in Giappone dopo l’incidente di Fukushima provocato dal terremoto e dai maremoti che hanno colpito il litorale del Nord-Est l’11 marzo 2011. L’insieme dei 50 reattori nucleari dell’arcipelago sono stati mantenuti spenti e per ora soltanto il 4 il 3 di Ohi sono stati autorizzati al rilancio e a riprendere le proprie funzioni dopo lo superamento di appositi esami tecnici e alcuni ostacoli politici. Un unità a Tomari nel Nord del paese aveva nel mese di agosto ottenuto il diritto alla riattivazione del reattore ma non si trattava di una cosa concreta in quanto il reattore stesso era ancora sottoposto ai test prolungati a causa del disastro nucleare. La rimessa in moto del reattore 3 di Ohi, aspettando dunque il 4 che verrà anch’esso riavviato tra qualche giorno, pone fine a circa due mesi di assenza totale di energia nucleare in Giappone, una situazione che numerosi cittadini avrebbero voluto come definitiva. Nonostante l’opposizione concretizzatasi con una petizione che ha raccolto circa 7,5 milioni di persone i reattori sono in fase di ripartenza.

Manuel Giannantonio

2 luglio 2012

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