Volkswagen, l’a.d. Winterkorn si dimette. L’Europa chiede rigore

Volkswagen, l’a.d. Winterkorn si dimette. L’Europa chiede rigore
epa04944963 (FILE) A file picture dated 02 June 2012 of Volkswagen (VW) CEO Martin Winterkorn looking at his watch at a press conference of German car manufacturer Volkswagen about structural and personnel changes in Stuttgart, Germany. Volkswagen on 23 September 2015 announced that Winterkorn is stepping down as chairman of the board after a crisis meeting, as Europe's biggest carmaker struggles to respond to a deepening emissions testing scandal. EPA/MARIJAN MURAT

Non c’erano altre vie possibili per gestire una crisi che ha investito Volkswagen nei giorni scorsi. L’amministratore delegato della casa automobilistica tedesca, Martin Winterkorn, ha rassegnato le dimissioni. “Volkswagen- si legge in una nota- ha bisogno di un nuovo inizio e sto aprendo la strada a questo nuovo inizio con le mie dimissioni”. Dimissioni non accompagnate però da nessuna ammissione di colpa. Winterkorn infatti fa sapere che “il processo di chiarificazione e trasparenza deve continuare”, negando ogni suo coinvolgimento diretto nella frode del software che avrebbe truccato gli indici di emissioni nocive su  almeno 11 milioni di automobili.

La Volkswagen- che in Borsa aveva perso in sole due sedute ben 25 miliardi di euro, dopo l’annuncio del suo AD è riuscita a portare il suo titolo fino a +7%.

Ma i guai per l’azienda non si limitano ai movimenti di Borsa. L’agenzia Fitch ha annunciato che il rating dell’azienda sarà messo sotto osservazione. In più gli Stati Uniti pensano ad una multa di circa 18 miliardi di euro per la violazione alle leggi anti-smog.

Le ripercussioni che seguiranno allo scandalo preoccupano non solo la Germania, ma anche tutto il resto dell’Europa, che chiede controlli ferrei.

Lucia Caudet, portavoce della Commissione Europea fa sapere che: “Discuteremo su come coordinare queste indagini e faciliteremo il loro scambio di informazioni. Accogliamo con favore le indagini cominciate in alcuni Stati, come Germania, Francia e Italia” ha aggiunto infine.

In Italia “C’è un po’ di preoccupazione, è un fatto grave”, afferma il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, “speriamo non ci siano scossoni per i sub produttori in Italia”, ha affermato.

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