USA: dopo i Messicani e i migranti, Trump alimenta la controversia sui musulmani

USA: dopo i Messicani e i migranti, Trump alimenta la controversia sui musulmani
Il miliardario Donald Trump durante un intervetno televiso presso la CNN - Foto: sputniknews.

Dopo gli accesi commenti nei confronti dei Messicani e dei migranti, il miliardario Donald Trump tace sulla questione musulmani dopo aver lasciato trapelare propositi islamofobi in un meeting. Una nuova controversia sfruttata dal partito democratico per evidenziare il razzismo proliferato dal candidato repubblicano alla Casa Bianca

WASHINGTON D.C – Il controverso candidato alle primarie repubblicane ha risposto a diverse domande pubbliche durante un meeting tenutosi nello Stato del New Hampshire. Nel suo provocatorio intervento, Donald Trump ha indicato senza mezzi termini che i musulmani rappresentano un problema per gli Stati Uniti, inoltre, ha colto l’occasione per affermare che Barack Obama era musulmano e che non era un americano. Con ogni probabilità, volevo riferirsi al concetto repubblicano dell’americano vero. “Hanno delle basi in cui si allenano per ucciderci. Quando potremmo sbarazzarcene?”, chiede senza far capire a chi fossero realmente indirizzate le sue parole, ai campi di addestramento dell’ISIS e di Al Qaeda o ai musulmani in generale. “Ci interesseremo di molte cose differenti. Molta gente lo dice, molta gente dice che le cose peggiori succedono là. Noi ci interesseremo di questo e di molto altro”, ha risposto Trump prima di rispondere rapidamente ad un’altra domanda.

La sua risposta, piuttosto evasiva, è stata concepita dalla parte democratica come un’approvazione implicita del tenore islamofobo, soprattutto, nei commenti inerenti alle origini del 44° presidente Americano. Le sue risposte hanno confermato secondo i democratici, la tendenza xenofoba di colui che è primo nei sondaggi repubblicani da questa estate con circa il 30% delle preferenze. Il magnate lanciò la propria candidatura lo scorso giugno attraverso un’uscita sui clandestini messicani, descritti come criminali e stupratori, una dichiarazione che creò grande scandalo. Parole che, tuttavia, Trump non ha mai negato.

Una delle fasi del meeting tenutosi nel New Hamsphire dove il controverso candidato repubblicano ha risposte a molte domande – Foto: Kify.com

“E questo dovrebbe sorprendere?”, ha reagito Josh Earnest, il portavoce di Barack Obama. “Le persone che manifestano questi propositi offensivi fanno parte della base elettorale di Donald Trump”, ha aggiunto denunciando la strategia cinica di numerosi repubblicani su questa tematica.
Hillary Clinton, favorita nella corsa democratica alla Casa Bianca, ha dichiarato: “Ero costernata” mentre il presidente del partito democratico, Debibe Wasserman schultz ha dichiarato: “Il razzismo del favorito repubblicano non ha limiti”.

Donald Trump che ha consegnato una prestazione di medio livello, nel dibattito televisivo di mercoledì sera, non si è più espresso pubblicamente. Ha annullato nelle ultime ore la sua partecipazione a un appuntamento conservatore previsto nella Carolina del Sud mentre i suoi prossimi spostamenti sono organizzati nell’Iowa. Tuttavia, Trump non è certo noto per tornare sui propri passi o per presentare le sue scuse quando è nel bersaglio di una polemica.

In risposta alle accuse democratiche, il team della sua campagna elettorale ha prontamente pubblicato un comunicato con l’intento di dissipare l’ambiguità della risposta inziale: “I media vogliono limitare la questione a Obama. Il problema più grande è che Obama conduce una guerra contro i cristiani di questo paese”.
Inoltre, lo stesso Trump non si arrende facilmente. E torna sulla questione rievocando le discussione sull’atto di nascita di Obama e sulle sue discusse origini. L’attuale inquilino della Casa Bianca è nato ad Honolulu nelle Hawaii nel 1961 da un padre keniota e da madre americana. Nato all’estero è quindi ineleggibile per la presidenza del paese secondo il candidato repubblicano.

Nel 2011, Obama per mettere a tacere ogni dubbio sulle sue origini e contrastare le pressanti pressioni, pubblicò il suo atto di nascita ufficiale ma privato, rendendolo di pubblico dominio. Nel 2008, il candidato repubblicano John McCain contraddisse una donna che affermò che il presidente fosse “arabo”. La questione resta aperta e promette di riservare altri episodi. Il governatore del Wisconsin, rincara la dose, affermando, in realtà per l’ennesima volta quest’anno, che Barack Obama non è un cristiano. Quanto agli americani, l’80% di loro pensa che Obama sia effettivamente nato negli Stati Uniti mentre il 29% sostiene che sia musulmano, secondo un sondaggio della CNN dello scorso lunedì.

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