Siria-Turchia: sul piede di guerra?

Dopo l’abbattimento da parte della contraerea siriana di un caccia turco il rapporto diplomatico tra i due stati si sta facendo di ora in ora più teso e le ripercussioni sono gravi anche sul campo. Difatti nel confine fra Siria e Turchia sono in corso degli scontri, non è ancora chiaro come stiano andando le cose in quanto l’agenzia di stato siriana (Sana) ha affermato che le forze di stanza lungo il confine hanno affrontato e ucciso un gruppo di terroristi provenienti dal territorio turco.

 

Dall’altra parte il ministro degli esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha smentito la versione del regime di Damasco secondo cui l’F-4 turco che è stato abbattuto (ricordiamo che l’aereo è precipitato in mare e che i corpi dei due piloti non sono ancora stati trovati) era nei cieli siriani e non era stato identificato per questo è stato colpito: “Un’attenta analisi ha dimostrato -afferma Davutoglu – che il caccia era nello spazio aereo internazionale, era solo, disarmato e non svolgeva alcuna missione “segreta” né celava la propria identità e non ha ricevuto preavviso. Il Phantom turco – ha continuato il ministro turco – abbattuto sul Mediterraneo può anche aver brevemente sconfinato nello spazio aereo siriano, come a volte accade, ma è stato colpito a 13 miglia al largo della costa siriana, circa 15 minuti dopo il possibile sconfinamento e senza alcun preavviso o avvertimento. Sapevano a che Paese apparteneva l’aereo dalla sua sagoma, dai colori e dalla traccia di volo. In ogni caso, abbiamo le intercettazioni radio da cui emerge che sapevano che l’aereo era nostro”.
Infine Davutoglu ha annunciando che la Turchia si rivolgerà alla Nato, per sottoporre il caso agli alleati sulla base dell’articolo 4 del Trattato atlantico che prevede consultazioni nel caso di minacce all’integrità territoriale o alla sicurezza di uno Stato membro dell’Alleanza.

La questione sarà esaminata domani anche dai ministri degli Esteri dell’Unione europea a Lussemburgo. Mentre la Nato ne discuterà martedì a Bruxelles.

Intanto in Siria continuano gli scontri tra Esercito siriano libero e soldati lealisti, quella che è una vera e propria guerra civile ha registrato anche oggi almeno 34 persone. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, ha dichiarato che 16 militari sono stati uccisi in una battaglia ad Aleppo, nel nord del Paese, e altri due in diversi attacchi nella stessa provincia. Nella citta’ di Aleppo il conducente di un minibus e’ stato ucciso da un gruppo di uomini armati mentre ad Andan, una coppia e’ rimasta vittima dei bombardamenti dell’artiglieria pesante. A Homs sono stati uccisi tre ribelli, mentre a Deir Ezzor, nell’est del Paese, sono morte quattro persone, tra cui tre ribelli, sotto il fuoco dei cecchini. Tre civili sono stati uccisi nella provincia nord-occidentale di Idlib e un ribelle nella provincia di Latakia. Un civile e’ stato ucciso a Daraa.

Enrico Ferdinandi

24 giugno 2012

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