USA: è polemica per l’uccisione con il Taser di una detenuta afroamericana

USA: è polemica per l’uccisione con il Taser di una detenuta afroamericana

Alcuni poliziotti hanno calmato una detenuta utilizzando il Taser, una decisione che è costata la vita a una giovane afroamericana con problemi mentali. Un intervento che rispolvera il dibattito sull’eccessivo utilizzo di questo strumento nei confronti della comunità afroamericana

FAIRFAX (VIRGINIA) – Il video, decisamente forte, mostra come i poliziotti utilizzano per ben quattro volte il Taser contro Natasha McKenna, una detenuta affetta da problemi psichici. La giovane donna nera di 37 anni è stata vittima di un arresto respiratorio dopo lo scontro. Le immagini sono state pubblicate dalle autorità e hanno riacceso una polemica scomparsa solo temporaneamente come la polvere sotto al tappeto. Il video violento evidenzia come i poliziotti, muniti di una maschera a gas, immobilizzano Natasha, ammanettandola e coprendole il volto. La donna era assolutamente sotto controllo poiché anche le gambe sono state immobilizzate. «Avete promesso di non uccidermi! Non ho fatto niente!”, ha urlato la donna. «In ginocchio! Smettila di opporre resistenza», ha prontamente replicato uno degli agenti, secondo il quale Natasha ha mostrato una forte resistenza dimenandosi costringendoli ad usare il Taser.

I fatti si sono svolti nella comunità di Fairfax nello Stato della Virginia e il video è stato pubblicato due giorni dopo che il procuratore della contea ha annunciato martedì scorso, come gli agenti dello sceriffo implicati non sono stati legalmente puniti. «Dall’inizio di questa terribile tragedia, ho promesso di cooperare completamente con gli investigatori, in modo da garantire la trasparenza sul caso Natasha McKenna. Ora che il procuratore Ray Morrogh ha stabilito che nessun membro dell’ufficio dello sceriffo fosse colpevole, mantengo la mia promessa di svelare il video completo», ha indicato giovedì scorso Stacey Kincaid, lo sceriffo della contea di Fairfax.

Il procuratore Morrogh, ha stimato che i poliziotti hanno semplicemente usato le misure necessarie viste le circostanze. Una conclusione ritenuta assurda da Harvey Volzer, l’avvocato della famiglia McKenna, che ha indirizzato il suo disappunto con una lettera all’autorevole The “Washington Post”: «Ciò che ha provocato questa morte è il fatto che un poliziotto ha sparato quattro volte con un Taser su una donna completamente disarmata e sofferente di malattie mentali». Da allora, la controversia non è più cessata. Il decesso di questa giovane donna ha riaperto uno dei dibattiti più spigolosi nei confronti delle forze dell’ordine a stelle e strisce, accusate in diversi Stati di un utilizzo della forza sproporzionato, in special modo contro la comunità afroamericana.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
13 Settembre 2015

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