USA: World Trade Center 14 anni dopo tra i dubbi e il dolore del ricordo

USA: World Trade Center 14 anni dopo tra i dubbi e il dolore del ricordo

14 anni non sono molti nella vita di una persona ma possono assumere un’importanza storica notevole. Ben vivo rimane negli occhi di tutto il mondo e nei cuori della gente la strage del World Trade Center di Manhattan. Il mondo scosso avrebbe scoperto di lì a poco che quello scenario apocalittico era solo una parte di un progetto terroristico ben esteso che raggiunse i cieli della Pennsylvania e dello Stato del Maryland colpendo anche il Pentagono, un progetto che mirava il centro nevralgico della finanza e della sicurezza Americana. Eppure, questa tragedia non fu che l’inizio dato che scatenò la reazione dell’allora presidente George W. Bush che decise di dichiarare guerra all’Iraq e all’Afghanistan dichiarando che: “Questa è una guerra per salvare la civiltà”. Bush creò diverse discordie sul suo conto dopo l’attentato. Alcune verità sconvolgenti emersero dopo la strage. Tra le più scioccanti per molti, il legame esistente con la famiglia Bin Laden con la quale intratteneva rapporti di natura commerciale e la libertà concessa dall’amministrazione Bush a dieci componenti della famiglia Bin Laden presente negli Stati Uniti, di lasciare l’America in tutta tranquillità, una settimana dopo il crollo delle torri.

Un’azione in particolare lasciò tutti a bocca aperta, George W.Bush infatti negò alcuni mesi precedenti all’attentato delle torri alcuni finanziamenti all’FBI, tagliando i fondi dell’antiterrorismo nonostante i video minaccia dell’allora numero uno di Al Qaeda, Osama Bin Laden.  L’11 settembre 2001 più tardi venne concepito come l’inizio della guerra al terrorismo e al terrore. Nella gente e nel popolo americano specialmente, si diffuse il panico, la paura autentica dell’eventualità costante di un altro attacco di quella portata. Il paese si sentì minacciato nel profondo.

La copertina del “The New York Times” dopo l’attentato

Il mondo intero subì le conseguenze di questo attacco con l’impiego dei diversi contingenti e di molti ragazzi spediti a combattere una guerra che poi non riuscirono a comprendere a fondo. Molti i dubbi che persistono sulle modalità del crollo della torre Sud e della torre Nord. Molti esperti non sono ancora convinti che il loro crollo sia naturale o dovuto agli effetti dell’impatto degli aerei giudicati dopo innumerevoli ricostruzioni e minuziose analisi, insufficienti per generare quel crollo verticale. Il complotto politico internazionale rimane ancora all’ombra di questa tragedia umana senza precedenti. Molte, dunque, le incertezze e le controversie che avvolgono questa tragedia. Negli occhi dell’immaginario collettivo rimangono le urla disperate delle persone sottostanti al complesso del World Trade Center, dei rumori assordanti provocati dalla cadute delle persone che in preda alla disperazione più totale si gettarono nel vuoto dall’alto delle torri andando incontro alla morte, dei familiari delle vittime che cercarono di avere in tutti i modi notizie sui padri, fratelli, sorelle e madri che lavorano all’interno delle Twin Towers, del fumo generato dalla catastrofe, quel fumo che si impadronì di Manhattan quella mattina dell’11 settembre 2001. Per spiegare l’imprevedibile crollo verticale delle torri gemelle gli esperti ufficiali dell’American Professional Constructor concepirono una spiegazione articolata in tre punti

1) L’Impatto di due aeroplani ha indebolito entrambe le strutture

2) Un intenso incendio ha indebolito termicamente i componenti strutturali che potrebbero aver subito danni a materiali refrattari causando deformazioni strutturali

3) Le deformazioni strutturali hanno causato il crollo dei piani superiori che venendo giù fecero crollare anche i piani inferiori.

Molti dunque consideravano soddisfacente questa chiave di lettura del crollo.La suddetta teoria del crollo però rimane contestabile, infatti, solo una demolizione di natura professionale può giustificare il crollo verticale delle Twin Towers.

La controversia scientifica sull’indebolimento delle torri pone però diversi quesiti:

1) Cosa ha realmente causato il crollo delle torri ?

2) Le strutture si sono realmente indebolite ?

Molti sostengono la versione ufficiale, come Eagar, il professore di ingegneria dei materiali e sistemi costruttivi al MIT. Solitamente indicano che il crollo deve essere spiegato dal calore degli incendi, dato che la perdita di portanza dovuta ai fori nelle torri era insignificante. Il trasferimento di carico avrebbe dovuto essere ampiamente sopportato dalle torri. Dato che l’acciaio utilizzato negli edifici deve essere in grado di sostenere sei volte il suo normale carico. Lo stesso Eagar puntualizzò che l’acciaio delle torri potrebbe aver collassato solo se riscaldato al punto di perdere l’80’% della sua resistenza, attorno ai 700° C. Eagar è convinto che questo è quello che sia successo, nonostante questi incendi non sembravano abbastanza intensi ed estesi per generare una temperatura superiore ai 700° C. Dunque, le perplessità rimangono vive dopo l’apocalisse di Ground Zero ( il nome col quale i New Yorchesi hanno ribattezzato la zona).

The falling man (l’uomo in caduta) – una delle fotografie simbolo di quel maledetto giorno. Molte persone per non farsi divorare dalla fiamme decisero di gettarsi nel vuoto Foto: facultyweber.edu

Il luogo della tragedia rimaneva un quesito importante dopo l’accaduto, ovvero cosa farne? Dopo la distruzione delle Twin Towers ci fu un ampio dibattito sul da farsi. Arrivarono immediate proposte ma dopo diversi rifiuti spuntò il progetto di Daniel Libeskind che fu accettato anche dalla Manhattan Development Corporation, la stessa società che organizzò il concorso per stabilire come usare il sito. Il 28 giugno 2005, tuttavia, dopo diversi dibattiti in merito fu formalmente presentato il progetto denominato “Freedom Tower”. La zona del sito oggi dunque ha un memoriale realizzato in ricordo delle vittime della tragedia con due fontane costruite proprio nell’area Sud e nell’area Nord dove sorgevano le torri gemelle. Accanto ad esse qualche metro più in la sorge dunque la Freedom Tower, successivamente ribattezzata dalle autorità portuali, One World Trade Center, simbolo di libertà, di ricordo e di rinascita. Tower che spicca come nuovo colosso nello skyline newyorchese.

Un padre ricorda il figlio scomparso nel Memorial di Ground Zero Foto: adst.org

Oggi dopo le guerre volute da Bush e la morte di Osama Bin Laden (corpo che non è mai stato visto) annunciata dal 44° presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha davvero segnato la fine della lotta al terrorismo? Al-Qaeda rimane la rete terroristica più conosciuta, ma non è l’unica. L’insicurezza non è mai effettivamente svanita. La minaccia di attentati continua a condizionare le nostre azioni, i nostri programmi, i nostri obiettivi. Nessuno era abituato a una tale situazione nemmeno gli americani che impugnarono l’ultima volta le armi nel loro territorio durante la guerra di secessione. L’attuale società contemporanea è vulnerabile e i rischi sono tutt’ora assolutamente reali.

Nelle ultime ore, il presidente Obama, accompagnato dalla First Lady Michelle e dal vice Joe Biden, hanno commemorato un minuto di silenzio nei giardini della Casa Bianca. L’America ricorda ogni anno questo tragico evento che ha lacerato una nazione intera.

Il presidente Obama con sua moglie e il Vice Biden oggi nei giardini della Casa Bianca per commerorare le vittime dell’attentato Foto: TheWhiteHouse.gov

I dirottatori quel giorno colpirono anche il paese intero che si è sentito in ginocchio e impotente. L’attentato alle torri ha stravolto la vita dei decina di migliaia di persone, tutti ci siamo posti la stessa domanda, e adesso? Undici anni dopo la risposta sembra essersi materializzata nella nuova Freedom Towe. La torre sorge vicina alla base delle torri, diventate ora un memoriale dedicato alle 2.977 vittime del crollo delle torri che ho visitato personalmente riuscendo a percepire una strana sensazione legata al ricordo della tragedia che vengono rievocate solo puntando il naso in alto. Il nuovo sito, rappresenta l’avvenire, il futuro che incombe ma anche un simbolo di come andare avanti senza dimenticare. Il popolo americano, i cittadini del mondo intero e i cittadini di New York City non dimenticheranno mai quanto accaduto e noi ci stringiamo alla loro fiera convinzione, incisa a Ground Zero: WE WILL NEVER FORGET, 14 anni dopo.

Di Manuel Giannantonio

([email protected])

11 Settembre 2015

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