Turchia: la tragedia del piccolo Aylan e della sua famiglia, la tragedia di un continente

Turchia: la tragedia del piccolo Aylan e della sua famiglia, la tragedia di un continente

«Avevamo giubbotti di salvataggio, ma l’imbarcazione si è subito capovolta perché delle persone si sono alzate. Tenevo la mano di mia moglie. Ma le mani dei miei bambini sono scivolate.» Le dichiarazioni di Abdullah Kurdi all’agenzia stampa Dogan sono terribili quanto la tragedia che ha vissuto

La tragica fotografia del corpicino del piccolo Aylan scattata dalla giornalista Nilüfer Demir

TURCHIA – Abdullah Kurdi e la sua famiglia nella notte tra martedì e mercoledì hanno tentato di raggiungere l’isola greca di Kos, per approdare nell’Unione europea. Sua moglie e i due figli sono però tragicamente morti nel viaggio che avrebbe dovuto rappresentare il futuro, un nuovo inizio. L’immagine del corpicino senza vita del più piccolo dei figli, Aylan, ha fatto il giro del mondo, incarnando l’atrocità e l’inaccettabile tragedia umana della crisi migratoria che sta coinvolgendo attualmente l’Europa.  «Quando l’ho visto, sono rimasto agghiacciata. Sfortunatamente non c’era più nulla da fare per questo bambino. Ho fatto il mio lavoro», ha testimoniato sul canale CNN- Türk, Nilüfer Demir, giornalista per Dogan. È lei che ha fotografato il bambino di 3 anni, il cui cadavere è stato trovato in una spiaggia del sud ovest turco. «Facciamo passeggiate regolarmente su queste spiagge da qualche mese. Ma ieri, era diverso. Abbiamo prima visto il corpo del piccolo ragazzo, poi quello del fratellino. Fotografandoli, ho semplicemente voluto riflettere il dramma di queste persone», ha spiegato Nilüfer Demir.

Le tre vittime sono originarie della città di Kobane, assediata da diversi mesi dallo Stato islamico prima di essere stata riconquistata solo lo scorso gennaio dalle forze curde. La famiglia si augurava di raggiungere il Canada, dove alcuni famigliari si sono già sistemati, come riporta l’Ottawa Citizen. La zia dei bambini, sorella di Abdullah, Teema Kurdi, fa attualmente la parrucchiera a Vancouver. “Ho saputo la notizia alle cinque del mattino», ha spiegato al National Post. Secondo il quotidiano, è stata avvisata da una donna vicina alla famiglia che ha ricevuto la drammatica informazione da suo fratello.

La zia, avrebbe tentato di ottenere lo status di rifugiato siriano in Canada per Aylan e la sua famiglia, ma la sua richiesta è stata respinta lo scorso giugno per mancanza di requisiti. «Ho tentato di fare il possibile, anche con il sostegno di alcuni amici e vicini che mi hanno aiutato con la banca, ma non ce l’ho fatta a farli uscire dalla [Turchia] ed è per questo che hanno preso la via del mare», ha aggiunto Teema Kurdi. Oggi, quattro uomini sono stati arrestati a Bodrum, sospettati di “traffico di migranti”, dovranno presenziare di fronte a un tribunale nelle prossime ore secondo quanto rivelato dall’agenzia stampa turca Dogan.

Il web intanto non è rimasto indifferente alla disumana tragedia e molti internauti hanno espresso i loro sentimenti attraverso alcuni disegni pubblicati sui social:

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
3 Settembre 2015

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