Trump fa arrabbiare anche i repubblicani

Trump fa arrabbiare anche i repubblicani

trumpI rivali democratici, le donne, i giornalisti, le minoranze razziali. Donald Trump si è inimicato praticamente tutto e tutti, in un’escalation di temi e toni che lo ha portato ad essere il candidato più discusso (e discutibile) della campagna elettorale americana. Ora il miliardario newyorkese, per non farsi mancare nulla, si è fatto dei nemici anche nel proprio campo, quello repubblicano, andando a toccare uno degli aspetti su cui il Grand old party è storicamente più unito: le tasse. «Le alzeremo alle aziende che delocalizzano, andando a produrre in Paesi stranieri» aveva detto tempo fa Trump.

In questi giorni ha rincarato la dose: prima ha ribadito di voler cambiare la legge che consente alle aziende di stabilirsi all’estero nei cosiddetti paradisi fiscali per pagare meno tasse, poi ha dichiarato di voler abbassare i compensi dei manager dei fondi speculativi (i famigerati hedge fund). Misure che sembrano uscite dalla bocca di Bernie Sanders, il suo alter-ego democratico, e che invece sono proprio del focoso candidato repubblicano.

Le sue parole hanno lasciato a dir poco interdetti molti all’interno di un partito che ha fatto delle deregulation e del taglio alle tasse come stimolo alla crescita economica il perno delle proprie politiche per decenni («It’s the economy, stupid» è lo slogan che fece diventare presidente Ronald Reagan). «Queste sono politiche suicide, che non aiutano affatto la crescita – ha detto David McIntosh, presidente del “Club for Growth”, un organismo interno al partito repubblicano – Trump è un uomo d’affari, ma se davvero metterà in atto queste politiche affosserà l’economia, causando una massiccia perdita di posti di lavoro». Critiche sono arrivate anche Grover Norquist, fondatore di “Americans for Tax Reforms”, organizzazione che si oppone ad ogni incremento sulla tassazione.

Trump continua però per la sua strada, forte del suo carisma e della credibilità acquisita per il suo fiuto nel mondo gli affari. Aspetto, quest’ultimo, che fa credere a molti negli Stati Uniti che saprebbe gestire l’azienda America meglio di chiunque altro.

Lorenzo Grighi
1 settembre 2015

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