USA: ucciso Junaid Hussain, l’hacker dell’ISIS

USA: ucciso Junaid Hussain, l’hacker dell’ISIS

L’esercito americano ha ucciso questa settimana in territorio siriano, Junaid Hussain, 21 anni, uno dei militanti dell’ISIS al quale è stato attribuito la responsabilità di diversi attacchi informatici rivendicati proprio dalla Stato Islamico

Hussain Junad, l’hacker dell’ISIS che rivendicava attentati e reclutava nuove leve per l’ISIS – Foto: Hackread.com

WASHINGTON – “Junaid Hussain è morto”, ha confidato alla stampa un responsabile Americano. Nelle prime ore, tuttavia, le fonti americane sono state più caute nel diffondere la notizia. Secondo i responsabili americani, l’uomo era legato a diversi attacchi informatici realizzati da un account Twitter negli Stati Uniti. Il cyber terrorista era sposato con Sally Jones, un ex musicista punk. I funzionari degli Stati Uniti, hanno spiegato che la sua morte è avvenuta grazia all’ausilio di un drone nei pressi della città di Raqqa. Le sue azioni in rete ne hanno fatto un obiettivo importante per l’esercito americano. Junaid, infatti, svolse un ruolo di primaria importanza nella proliferazione dell’estremismo islamico e nel reclutamento di nuove persone per l’ISIS.

Inoltre, il suo nome non è nuovo nel panorama statunitense poiché fu già associato all’attacco proliferato contro alcuni vignettisti che esibivano la caricatura di Maometto a Garland nello Stato del Texas, lo scorso mese. Un attacco che ha riportato inevitabilmente al ricordo della strage di Charlie Hebdo. Le indagini rivelarono come avesse scambiato alcune informazioni con uno degli autori dell’attentato.  Altre fonti riferiscono come Junaid Hussain in realtà fosse conosciuto anche come Abu Hussain. Lo stesso nome che twittò la rivendicazione dell’ISIS riguardo all’attentato di Garland attraverso Twitter. Il suo terreno di azione era dunque la rete. Un ambito di azione potentissimo, soprattutto considerando la struttura dell’ISIS e il suo modus operandi, poiché la rete rappresenta uno degli strumenti maggiormente sfruttati dai terroristi, sia per organizzare colpi sia per reclutare nuove leve da arruolare nella guerra santa.

Il Presidente della commissione della sicurezza interna della Camera dei rappresentanti Michael Mc Caul, ha accolto positivamente la notizia dichiarando: “Un cyber jihadista di alto rango è un obiettivo importante” e un colpo importante inferto all’ISIS. Il colpo nei confronti di Junaid Hussain è un “messaggio senza appello” allo Stato islamico ma non costituisce la fine della campagna omicida online condotta da Daesh, ha ricordato lo stesso Mc Caul.
Nel 2012, Junaid Hussain, non aveva ancora creato un profilo jihadista, fu condananto dalla giustizia britannica a sei mesi di reclusione, per aver postato online l’agenda e i dati riguardanti gli indirizzi di Tony Blair.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
28 Agosto 2015

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