Birmania: Suu Kyi lancia un appello agli investitori internazionali per il paese

La carismatica leader  dell’opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, ha lanciato il 14 giugno un appello agli investitori e ai governi stranieri per favoreggiare lo sviluppo democratico del proprio paese, a Ginevra di fronte all’ONU. La “Signore di Rangun”, spesso confrontata all’ex presidente del Sud-Africa Nelson Mandela, è stata accolta dall’ONU con un immensa ovazione dei 4.000 delegati di 185 paesi presso al conferenza internazionale del lavoro. In piedi hanno applaudito a diverse riprese il premio Nobel per la pace, che effettua il primo viaggio in Europa da 23 anni, da circa 20 anni dall’arresto domiciliare al quale era sottoposta nel suo paese.

“E un occasione senza precedenti per lo sviluppo economico della Birmania. Vi chiamo tutti ad aggiungervi ai nostro sforzi”, ha dichiarato la presidente della Lega Nazionale per la Democrazia”, continuando :”E una richiesta pesante da parte mia. Governi, imprese, lavoratori, potete tutti aiutarci a creare la società che offrirà un avvenire al nostro paese”. Aung San Suu Kyi dunque ha invitato tutti i membri dalla Conferenza del lavoro a recarsi in Birmania per “rendersi conto del potenziale” che rappresenta la giovinezza del paese. In un vero e proprio discorso-programma, ha insistito su una serie di riforme che sono ancora necessarie per instaurare le regole dei diritti e rinforzare le istituzioni democratiche in Birmania, delle condizioni per attirare gli investitori.                                                                                                        La leader birmana ha inoltre fatto valere la necessità della trasparenza e di buona pratica nel settore dell’energia, di imprese di Stato più competitive e anche di una protezione dei piccoli agricoltori. Interrogata nel corso di una conferenza stampa Aung San Suu Kyi ha affermato che il gruppo petrolifero francese TOTAL è un investitore responsabile in Birmania. “Anche se ci sono state interrogativi della giunta militare, oggi è sensibile alle questioni rilevanti sui diritti dell’uomo” ha dichiarato. Un altro punto sul quale Suu Kyi ha insistito è stato quello della necessità di un regolamento politico per mettere fine agli scontri etnici nello Stato di Rakhine in Birmania, e affermato che la questione della cittadinanza dei Rohingyas deve essere regolamentata da un nuovo caso giuridico. Aung San Suu Kyi che avrà 67 anni tra qualche giorno, ha anche reclamato aiuti per la giovinezza del paese che non ha opportunità di rivedere una educazione che soffre di disoccupazione endemica. “Giovani senza impiego perdono la fiducia nella società che ha fallito nel tentativo di proporre loro un’opportunità” ha ricordato richiamando il problema dell’alcol e della droga che affligge i giovani, anche la questione di numerosi migranti birmani che vivono in Tailandia è stata evocata. Dopo essere stata a Ginevra Suu Kyi si recherà a Berna dove sarà accolta dalla più grande autorità elvetica prima di ripartire per Oslo dove pronuncerà un discorso in occasione della consegna del suo premio Nobel per la pace, decretato nel 1991 ma che non ha mai potuto ricevere di persona a causa della sua detenzione forzata in Birmania.  

Manuel Giannantonio

14 giugno 2012

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