Siria: la rivoluzione che ”graffia” i muri di Damasco

Mentre cresce la tensione della comunità internazionale, alla luce delle ultime stragi del regime di Assad, su quella che di fatto è ormai una vera e propria guerra civile, da Damasco arriva un importante messaggio: decine di giovani “writer” rivoluzionari nella notte ricoprono i muri della capitale con graffiti che inneggiano alla rivolta contro il regime.

Ricordiamo che Damasco, così come le altre città siriane, è quotidianamente accerchiata da decine carrarmati e  centinaia di milizie pro-regime (i tristemente famosi Shebiha “fantasmi”), nonostante gli sforzi del regime quindi i writer riescono ogni notte nel loro intento. Vani i tentativi dei soldati di cancellare le scritte sui muri, quelle bombolette spray diventano così mezzo per far vedere al mondo quelli che sono i pensieri dei giovani siriani, uno dei graffiti più apprezzati è quello che riguarda  Abdul Basit Sarut, promessa del calcio siriano ed ex portiere della nazionale under 21 e della squadra di calcio al-Karama di Homs (che ha appunto il blu come colore), passato fin dall’inizio della rivolta con gli insorti e diventato un icona della rivolta nella sua città ribelle (nella foto).

Intanto mentre continuano gli scontri fra esercito siriano libero e truppe lealiste (ieri 83 civili sono rimasti uccisi) il regime è tornato a minimizzare su quanto accade nel paese, il ministro degli esteri siriano rispondendo a quanto affermato da Hervé Ladsous, uno dei responsabili della missione degli osservatori dell’ONU, ha affermato: “In Siria non c‘è una guerra civile, ma una guerra contro i terroristi che vogliono distruggere il paese”.  

Enrico Ferdinandi

13 giugno 2012

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