Marò, al via il processo internazionale ad Amburgo. L’ambasciatore Azzarello: l’India li ritiene già colpevoli

Marò, al via il processo internazionale ad Amburgo. L’ambasciatore Azzarello: l’India li ritiene già colpevoli
I maro' italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ANSA/MAURIZIO SALVI

I maro' italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ANSA/MAURIZIO SALVI
I maro’ italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre
ANSA/MAURIZIO SALVI

AMBURGO- I Marò “non sono ancora stati incriminati di alcun reato” dalla giustizia indiana. Ma l’India dimostra di “disprezzare il giusto processo” ritenendoli già colpevoli, con “un atteggiamento che esemplifica al meglio l’impasse in cui oggi ci troviamo”. Così l’ambasciatore Francesco Azzarello ha aperto la difesa dei due Marò nell’aula del Tribunale di Amburgo, dove si discute sulle richieste italiane in merito alla questione della Enrica Lexie e dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

“La frustrazione, lo stress, il deterioramento delle condizioni mediche delle persone direttamente e indirettamente coinvolte, minacciano un grave danno ai diritti dell’Italia”, ha aggiunto Azzarello, “per questo bisogna risolvere con urgenza la situazione”. “L’incidente” che ha coinvolto i due Marò “è stato caratterizzato da una serie di violazioni del diritto internazionale da parte delle autorità indiane”, ha continuato l’ambasciatore, tra cui la “libertà di navigazione, il dovere di adempiere agli obblighi della Convenzione del mare, la giurisdizione esclusiva dello Stato della bandiera e il dovere di cooperare alla repressione della pirateria”.

Secondo quanto si legge nelle “richieste di misure provvisorie” avanzate dall’Italia al Tribunale di Amburgo, “Girone è ostaggio dell’India, mentre la salute di Latorre è a rischio, se fosse costretto a tornarvi”. Delhi “viola i diritti fondamentali” dei Marò e dell’Italia, si legge ancora nel documento.

All’Italia l’India risponde con le “Osservazioni scritte”, sostenendo che “definire Girone un ostaggio è inappropriato e offensivo”, a Delhi “gode di una vita confortevole”. E “la salute di Latorre potrebbe migliorare nei prossimi mesi” consentendogli di tornare a Delhi. Sul caso Marò, il comportamento dell’Italia è “in malafede”- si legge- per “non aver mantenuto promesse solenni” in passato. Il testo si riferisce al permesso concesso dalla giustizia indiana ai marò di rientrare in Italia per le elezioni del 2013. Il governo italiano annunciò poi che non sarebbero tornati in India, ma dopo le proteste indiane i due Fucilieri vi tornarono nei tempi previsti dagli accordi.

L’India è si dimostrata “aggressiva”, ma noi “siamo estremamente determinati a far valere le nostre ragioni”, aveva detto ieril’ambasciatore d’Italia all’Aja, Francesco Azzarello.”L’Italia e l’India sono paesi tradizionalmente amici”, ha sottolineato, “ma l’incidente del 15 febbraio 2012 ha purtroppo provocato una controversia giuridica complessa, difficile ed estremamente delicata”.  “L’Italia ha tentato in tutti i modi, attivando canali informali e formali, in più direzioni, di trovare una soluzione concordata con l’India” -ha detto Azzarello- “ma la mancata intesa ha costretto il governo ad attivare a fine giugno scorso una procedura arbitrale internazionale”. “Poche settimane dopo ci siamo rivolti all’Itlos, chiedendo con procedura di urgenza, in attesa che l’arbitrato si concluda, che i diritti dell’Italia non vengano pregiudicati da esercizi giurisdizionali indiani, nonché il rientro di Salvatore Girone e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia”.

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