Siria : Osservatori ONU finalmente sul posto

Gli osservatori dell’ONU sono finalmente riusciti ad accedere al villaggio Al Koubier, nel centro della Siria, dove una cinquantina di persone sono state uccise mercoledì. La squadra dell’ONU ha tentato varie volte di ricarsi in questo villaggio senza però ottenere nessun successo in proposito. Il segretario generale dell’ONU BanKi Moon ha affermato giovedì che gli osservatori sono stati il bersaglio di armi leggere anche se nessun ferito è stato effettivamente registrato.

 

“Gli osservatori si sono prima recati al villaggio di Maarzaf, dove le vittime sono state sotterrate, poi a Al Koubeir per constatare di pesona i danni e la situazione attuale” ha dichiarato il militante Abdel Al Hamoui all’agenzia di stampa locale. L’opposizione siriana attribuisce il massacro ai Chabiba, le milizie del regime ma Damas  rifiuta questa accusa. Il rappresentante siriano dell’ONU Bachar Al-Djaafari ha negato inoltre l’esistenza di questo massacro, rifiutando e rinnegando l’autenticità delle immagini diffuse dai media.L’Osservatorio siriano dei diritti dell’Uomo, Organismo con base a Londra, afferma che 18 persone sono morte venerdì in scontri tra l’esercito e i ribelli in tre quartieri di damas.

D’altronde numerose manifestazioni contro il regime hanno avuto luogo lo stesso giorno in alcune regioni del paese. Con lo slogan “Rivoluzionari e commercianti, mano nella mano fino alla vittoria”, i contestatori  vogliono convincere gli uomini di affari e la borghesia di Damas ad unirsi al movimento contro il regime di Bachar al Assad.

A Kafar Zita, nella provincia di Hama, dei manifestanti hanno affermato: “ Noi non vogliamo più rivolte pacifiche! Noi vogliamo proiettili e Kalachnikov!”, mentre un cartellone denunciava l’impotenza della comunità internazionale: “Riunioni, decisioni, iniziative e il popolo siriano è ancora massacrato”.                            

Manuel Giannantonio

8 giugno 2012

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