La California si divide in sei stati nel 2016?

La California si divide in sei stati nel 2016?

California1Tim Draper: è questo il nome chiave di una possibile rivoluzione nell’assetto politico degli Stati Uniti, il luogo in questione è la California e la data è il Novembre 2016.

Ma andiamo per ordine: il buon Draper è un imprenditore di successo che ha costruito la sua fama grazie alla partecipazione in progetti come Tesla Motors, Hotmail e Skype ma negli ultimi tempi è balzato alle cronache americane per aver sfidato e vinto il governo federale sulla legittimità dell’uso della moneta elettronica Bitcoin per gli acquisti sul portale pirata Silk Road, che nel frattempo ha visto recentemente la condanna all’ergastolo del suo gestore per la droga smerciata sul sito.
Draper non sembra fermarsi qui però perché da due anni sta portando avanti un progetto di segno diverso rispetto ai suoi soliti ma ugualmente ambizioso: la divisione in sei stati della California.
Ieri in merito ha annunciato di aver raccolto oltre un milione di firme per il referendum popolare che ne prevede 808 000 e nei prossimi giorni sarà a Sacramento per depositarle e per sbrigare le faccende formali del caso.

La California è uno degli stati più popolati della confederazione e la divisione in sei parti sarebbe funzionale secondo i promotori a una gestione più oculata dell’amministrazione, a favorire l’abbassamento delle tasse e portare nuovi investimenti.
Al posto dello stato unico ci sarebbero le seguenti entità politico-amministrative: California Nord, Centro, Sud, Ovest, Jefferson e Silicon Valley. Il voto referendario si svolgerà con tutta probabilità a fine 2016 e si prepara a essere un vero e proprio spartiacque per la già fragile amministrazione democratica.

Il partito di Obama in California ha chiamato a se numerosi giuristi per evitare la consultazione popolare, ufficialmente perché inutile e costosa, ma in realtà perché sarebbe assai rischioso avere sei nuovi stati, con la loro costituzione e le loro leggi autonome, mentre il partito democratico è impegnato nella riorganizzazione centralista della federazione.
Tradizionalmente gli stati più ostili al governo federale sono quelli del sud e dell’ovest, averne sei proprio a cavallo di quell’area geografica sarebbe un grave problema per Obama e soprattutto per la Clinton, probabile candidata alla presidenza dopo il primo presidente nero nella storia degli USA.

di Dario Berardi

22 luglio 2015

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