Egitto: carcere a vita per Mubarak

L’ex presidente egiziano Hosni Mubarak è stato condannato al carcere a vita per aver dato l’ordine di tirare sui manifestanti durante la “rivoluzione del Nilo” all’inizio del 2011.

Il procuratore generale ha ordinato il trasferimento dell’ex rais alla prigione di Tora al Cairo, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa nazionale.

 Il suo ex ministro Hadib al Adli, è stato condannato con la stessa pena. I due figli dell’ex rais, Alaa e Gama, non sono stati condannati dato che i fatti di corruzione che li riguardavano sono considerati come prescritti.

Ci sono stati diversi tafferugli al tribunale del Cairo dopo l’annuncio della sentenza che ha condannato Mubarak presente con occhiali da sole su una barella. La folla presente fuori dal tribunale urlava dio è grande mentre Soha Said, una donna vittima della rivoluzione del Nilo urlava “Sono contenta, sono contenta”.

L’ex rais, 84 anni, era passibile di pena di morte per impiccagione e il processo poteva essere stato prolungato di alcuni anni con diversi appelli.

Questo verdetto avviene due settimane dopo il secondo turno dell’elezione presidenziale, che vedrà protagonisti Mohammed Morsi, candidato dei fratelli musulmani e Hamed Chafik, l’ultimo primo ministro di Hosni Mubarak.

In caso di aumento delle violenze, il giudice potrebbe mettere in posizione di vantaggio Hamed Chafik con il suo programma di sicurezza.

Hosni Mubarak e gli altri accusati sono stati giudicati da un tribunale ordinario mentre 12.000 civili hanno dovuto sottoporsi a tribunali militari in vista dello Stato di emergenza in vigore dal 1981 e tolto soltanto sabato.

Il processo nei confronti di Mubarak e degli altri accusati riguardava soltanto il periodo di sei giorni che ha seguito il debutto della rivoluzione il 25 gennaio 2011. Nel corso del processo Mubarak ha confermato la propria identità ma negato gli accusati. Il processo cominciato il 3 agosto e condotto senza che le leggi egiziane siano state riformate, è diventato rappresentativo delle imprecisioni di transizione condotta dall’esercito.

Il procuratore generale nominato da Hosni Mubarak, aveva accusato il ministero degli interni di assumersi il ruolo di investigatore e di accusatore, di non cooperare. Gli avvocati di Mubarak e degli accusati continuano a sostenere che le accuse sono del tutto errate.     

Manuel Giannantonio

2 giugno 2012

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