Sparatoria Usa: uccisi 4 marines e l’attentatore. Il Killer in un blog parlava di jihad

Sparatoria Usa: uccisi 4 marines e l’attentatore. Il Killer in un blog parlava di jihad
EPA/ERIK S. LESSER

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TENNESEE, USA- Mohammed Youssef Abdulazeez. Questo è il nome del 24enne che -dopo aver aperto il fuoco nei pressi delle basi militari di Chattanooga, in Tennessee, ha ucciso quattro marines. l’attentatore, originario del Kuwait, è rimasto a sua volta ucciso dopo una sparatoria di circa 30 minuti.

L’uomo avrebbe agito da solo intorno alle 11, sparando a bordo della sua auto, una Ford Mustang color argento. In un primo momento si era subito pensato ad un attacco terroristico. Il procuratore Bill Killian aveva definito l’incidente un atto di ”terrorismo interno”. Più tardi però ha addrizzato il tiro: “In questo momento dell’indagine vi chiedo di non applicare a questa sparatoria l’etichetta di terrorismo interno. Stiamo ancora indagando per capire se si tratta di terrorismo interno, di crimine, e quale crimine, o della combinazione dei due”.

Alcune fonti hanno descritto il ragazzo come “affascinato dall’Is”. Inoltre pare che l’attentatore avesse aperto un blog in cui aveva pubblicato solo due post, datati 13 luglio, e in cui parlava di Islam. Il primo intitolato ‘Una prigione chiamata Dunya’. Il secondo ‘Capire l’Islam: la storia di tre uomini ciechi, in cui afferma che “chiediamo ad Allah di darci la completa comprensione del messaggio dell’Islam, la forza di vivere nella sua conoscenza e di sapere il ruolo che dobbiamo giocare per stabilire l’Islam nel mondo”.

Ma ci sono ancora due elementi che potrebbero far pensare ad una matrice religiosa dell’attentato. Il primo è relativo all’account dell’Isis che su Twitter celebra le sparatorie di Chattanooga, e il secondo è relativo al padre dell’attentatore che in  passato era stato indagato per “possibili legami con organizzazioni terroristiche straniere”.

Obama nel presentare il suo cordoglio alle famiglie ha assicurato”indagine a tutto campo” per capire cosa sia accaduto.

Luigi Carnevale

17 luglio 2015

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