Siria: nuova strage ad al-Qusayr. Navi Pillay: ”regime compie crimini contro umanità”

Da marzo 2011 in Siria sono in corso azioni di rivolta contro il regime del presidente Bashar al Assad, regime che ha fin da subito messo in atto una politica repressiva che è sfociata in una vera e propria guerra civile che fin ora ha causato la morte di circa 10.000 civili, molti dei quali bambini. In quest’arco di tempo la commissione Onu si è riunita per esaminare il caso già tre volte  (aprile, agosto e dicembre) il veto di Russia e Cina hanno impedito interventi in grado andar oltre a sanzioni economiche o l’invio di “osservatori”.

Dopo la strage di Hula, avvenuta settimana scorsa, che ha visto morire oltre 100 civili, 49 dei quali bambini sotto i dieci anni, sotto le bombe dei militari lealisti, la comunità internazionale sembra esser intenzionata a metter la parola fine a quanto sta accadendo, e dopo le dichiarazioni dell’Alto commissario per i Diritti dell’uomo Navi Pillay, secondo cui quanto sta avvenendo in Siria per opera del regime potrebbe  costituire dei crimini contro l’umanità e altri crimini internazionali e possono essere il segno di uno schema di attacchi sistematici o generalizzati contro la popolazione civile che sono stati perpetrati nella totale impunità” si fa concreta la possibilità che  il regime siriano potrebbe così trovarsi a dover rispondere di questi crimini davanti alla Corte penale internazionale.
Il piano di pace  di Koffi Annan si rivela ogni giorno di più fallimentare, di fatto mai messo in atto, lo stesso Annan ha detto di ritenersi: “ il più frustrato di tutti per quanto sta accadendo, perché mi trovo proprio al centro degli eventi. Vorrei che le cose si muovessero più in fretta”.
Intanto dalla Siria arriva la notizia dell’ennesima strage. Un video diffuso in rete dagli attivisti anti-Assad mostra le tracce di un altro massacro avvenuto ad al-Qusayr, al confine con il Libano dove  13 operai che tornavano a casa dal lavoro in una fabbrica di fertilizzanti sono stati assassinati, alcuni di loro sembrano aver ricevuto colpi d’arma d fuoco alla testa da distanza ravvicinata. A compiere il gesto, secondo gli attivisti,  sarebbero stati gli Shabiha, ovvero le stesse milizie filo-regime che hanno causato la strage di Hula.

Enrico Ferdinandi

1 giugno 2012

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