Grecia, l’Ue attende la mossa di Atene mentre cresce l’incertezza in Commissione

Grecia, l’Ue attende la mossa di Atene mentre cresce l’incertezza in Commissione

greciaAdesso si tratta. Il voto di domenica con cui la Grecia ha respinto il piano di salvataggio avanzato da Europa ed Enti creditori ha creato agitazione nell’Ue, che cercherà di trovare una soluzione riunendosi quest’oggi in un vertice che seguirà la seduta dei Ministri delle finanze dei 19 Stati membri che impiegano l’Euro come moneta nazionale.

Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, si è detto pronto a trattare pur di evitare l’uscita di Atene dall’Euro ma ricorda alla Grecia che “non è ammissibile per la Commissione essere chiamati terroristi”, riferendosi alle parole dell’ex ministro Yanis Varoufakis, sostituito ieri da Tsakalotos.

Per adesso si ragiona solo al condizionale, l’incontro di ieri tra Hollande e Merkel si è risolto praticamente in un nulla di fatto: sebbene si sia parlato di solidarietà verso la Grecia – legata però alle responsabilità che quest’ultima dovrebbe assumersi – non è stata tracciata ancora una via di negoziazione efficace. L’Europa sembra prendere tempo sperando che Atene muova la sua pedina ma, anche se ciò accadesse, gli attori si troverebbero probabilmente di fronte ad uno stallo che la Bce e l’Ue difficilmente potrebbero gestire serenamente.

Nel frattempo il Consiglio generale della Banca centrale europea si è riunito ed ha approvato l’iniezione di liquidità del progetto Ela verso le banche greche: 89 miliardi a fronte, però, di maggiori garanzie. L’istituto di Francoforte ha comunque deciso di attendere gli sviluppi degli incontri odierni dell’Eurogruppo e della Commissione prima di pronunciarsi e decretare o meno il fallimento del sistema bancario ellenico. Per il momento le banche greche rimarranno chiuse almeno fino a domani, così come la borsa.

Stando a indiscrezioni provenienti da fonti europee, Alexis Tsipras avrebbe chiesto ai vertici di Bruxelles 7 miliardi di euro per saldare i debiti in scadenza ma, al momento, non c’è nulla di ufficiale eccetto le recenti dichiarazioni del vicecancelliere Sigmar Gabriel, che senza mezzi termini ha attaccato sia la scelta di far entrare la Grecia nell’euro che le politiche di Atene: “L’ingresso della Grecia nella moneta unica visto con gli occhi di oggi è stato molto naif; quel che è peggio è che tutti sono stati a guardare per troppo tempo”. In ogni caso, ha aggiunto Gabriel,  “non siamo noi responsabili per le sciocchezze fatte dal nuovo Governo”.

Davide Lazzini
7 luglio 2015

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