Referendum Grecia: ‘Cara Europa, alla catena legaci qualcun altro’

Referendum Grecia: ‘Cara Europa, alla catena legaci qualcun altro’

06-oxiCara Europa, alla catena legaci qualcun altro: questo è il messaggio che la Grecia ha espresso a chiare lettere con il risultato del referendum di ieri. Con il 61,3% dei consensi, il popolo ha deciso per il respingimento delle proposte di aiuto avanzate da Bruxelles e dagli Enti creditori sconvolgendo le previsioni di voto, quelle dei tecnocrati e di frau Merkel che, catena alla mano, pregustavano una facile resa di Atene alle loro condizioni.

Poco importa se le banche hanno finito i soldi, se la borsa resterà chiusa o se la Bce deciderà di interrompere le iniezioni di liquidità verso gli istituti di credito con il programma ELA: per la Grecia non contrarrà nuovi debiti (e altri interessi) per saldare una frazione di quelli già contratti in precedenza. Non alla condizioni che l’Europa e la Bce hanno proposto.

Il Governo ellenico era dato per spacciato ma adesso Bruxelles deve trattare; del resto anche la piccola Grecia ha Paesi amici fuori dall’Europa pronti a investire ingenti somme, che potrebbero dare nuovo impulso all’economia di Atene senza i rigidi vincoli imposti dai creditori.

Secondo i media locali, il Governo di Tsipras è uscito rafforzato dal risultato referendario nonostante le dimissioni del ministro delle Finanze Varoufakis, che ha dichiarato: “Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare, come egli ritiene meglio, il capitale che il popolo greco ci ha offerto attraverso il referendum di ieri. Porterò su di me l’avversione dei creditori con orgoglio. Noi della sinistra sappiamo come agire collettivamente senza alcuna cura dei privilegi personali. Sosterrò pienamente il primo ministro Tsipras, il nuovo ministro delle Finanze e il nostro Governo”.

Per il momento non si è ancora scelto il nome del sostituto ma la cosa non preoccupa più di tanto: ora ciò che risalta maggiormente è l’Europa che si affanna per trovare una soluzione. Merkel e Hollande s’incontreranno oggi a Parigi per decidere quale linea presentare nel vertice di martedi con i Capi di Stato e di Governo europei mentre la Bce ne attenderà l’esito prima di pronunciarsi nuovamente.

L’Eurogruppo, intanto, ha fatto sapere che i ministri delle Finanze si aspettano “nuove proposte” da parte di Atene prima del vertice di martedi: una sorta di “fate voi dunque la prima mossa, poi si vedrà” che il Governo greco potrebbe respingere al mittente proponendo condizioni inaccettabili per l’Ue. Mentre permane l’incertezza su questo punto, diverse fonti hanno riferito che Tsipras avrà entro oggi un colloquio telefonico con Putin, che non si è espresso sul risultato del referendum ma certamente segue con interesse la situazione, anche in vista dell’incontro che si svolgerà questa settimana in Russia tra i membri che compongono il BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).

Davide Lazzini
6 luglio 2015

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