Iran: il paese non intende interrompere l’arricchimento dell’uranio

“Non c’è ragione che cediamo sull’arricchimento dell’uranio al 20% in quanto produciamo del combustibile arricchito al 20% per nostre necessità”, ha dichiarato il capo del programma nucleare iraniano Fereydoun Abassi Davani. Ha inoltre aggiunto che “noi abbiamo bisogno della totalità del ciclo di combustibile di uranio”. L’arricchimento dell’uranio è in questo momento al centro dell’attenzione e delle inquietudini della comunità internazionale sulla finalità del programma nucleare dello Stato iraniano.

Teheran qualifica il programma come puramente pacifico ma gli occidentali invece sospettano attività finalizzate all’uso militare dell’energia atomica.  L’arricchimento dell’uranio al 5% funge da combustibile per centrali nucleari al 20%, alimenta i reattori di ricerca. Se portata oltre la soglia del 90% però può portare alla produzione di armi atomiche.Le grandi potenze del gruppo “5+1” (Stati Uniti. Cina, Russia, Regno Unito e Francia più la Germania) esigono che l’Iran cessi le attività di arricchimento dell’uranio oltre il 5%, e trasferisca fuori dal paese il proprio stock di circa 100 chili di uranio al 20%. Le grandi potenze ci dicono di accettare che l’Iran arricchisca l’uranio al 3.5% o al 5%, ma noi rispondiamo: chi siete voi per decidere?” ha chiesto lo stesso Abassi Davani. Ha ricordato che il paese si era lanciato nel mese di febbraio del 2010 nell’attività di arricchimento dell’uranio nel quadro del trattato di non proliferazione di questo combustibile in cambio di parte dello stock iraniano di uranio arricchito al 3.5%. Teheran ha sempre affermato che il suo diritto di arricchire l’uranio era una questione non trattabile nell’ambito del trattato di non proliferazione nucleare.  Alcuni responsabili però tra i quali lo stesso Abassi Davani, avevano aperto la porta a un compromesso prima della riunione di Bagdad sottolineando che Teheran non aveva l’intenzione di arricchire l’uranio al 20%. Nella serata il porta voce degli affari stranieri ha tuttavia dichiarato che “i paesi occidentali concordano che il nostro programma di arricchimento al 20% è pacifico e ci chiede di rinunciarci. La repubblica islamica rifletterà sulla loro inchiesta.”
Le discussioni di Bagdad si sono concluse su un blocco, ma le due parti hanno deciso di riprenderle a  Mosca, nella metà di giugno.Questo ritorno dell’Iran su una posizione dura che concerne l’arricchimento dell’uranio avviene mentre l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AEIA) ha annunciato  venerdì la scoperta di tracce di uranio arricchito al 27% nel sito sotterraneo di Fordo, nel sud della capitale. L’Iran ha spiegato e giustificato la situazione evocando problemi di natura tecnica, spiegazione giudicata plausibile da alcuni esperti occidentali ma l’AIEA ha chiesto chiarimenti aggiuntivi. L’Iran tuttavia tramite Abbassi ha criticato all’AIEA di perturbare gli spiriti e creare un conflitto così facendo, aggiungendo sorprendentemente che l’Iran lancerà l’anno prossimo un progetto di costruzione di una seconda centrale nucleare a Bouchehr nei pressi della sua unica centrale ricordiamolo, costruita dalla Russia.

Manuel Giannantonio

28 maggio 2012

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