Siria: condanne internazionali per il massacro di Hula

L’agenzia ufficiale Sana ha accusato dei gruppi terroristi armati di aver incendiato e fatto esplodere nella serata di venerdì alcune abitazioni alfine di divulgare la convinzione che le forze armate siriane bombardavano la regione. Il generale Mood non ha designato dei responsabili ma ha sottolineato che gli osservatori hanno confermato l’uso di artiglieria e di carri armati.

Mettendo in guardia contro una guerra civile il generale Mood ha chiamato il governo a non utilizzare più artiglieria pesante e a cessare di ricoprire la violenza. Il generale Moustapha al Ceikh invece aveva chiamato in urgenza paesi amici della Siria augurandosi di formare un alleanza militare non ascoltando, agendo in questa maniera, il consiglio dell’ONU.

Nonostante l’arrivo di Kofi Annan in Siria le condanne del massacro di Hula si sono moltiplicate. Il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton si è detta costernata dal massacro qualificando come atti odiosi l’operato del regime di Damas. L’insieme della diplomazia europea nel complesso sostanzialmente ha espresso lo stesso stato d’animo senza minimamente accettare quanto accaduto.

Gli Emirati arabi hanno invece chiesto una riunione urgente della Lega araba mentre a Koweit alcune centinaia di manifestanti si sono riuniti di fronte all’ambasciata siriana per reclamare l’armamento dell’Armata siriana libera.

Nel paese le violenze sembrano susseguirsi senza sosta provocando soltanto nella giornata di sabato la morte di 20 persone tra le quali cinque soldati. 

Manuel Giannantonio

27 maggio 2012

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