Siria, strage di Hula: La comunita’ internazionale condanna il massacro

Siria. All’indomani della stage di Hula dove a causa dei bombardamenti dell’esercito di Assad hanno perso la vita circa 92 civili, 32 dei quali bambini, arriva, come di routine, la secca smentita dell’autorità di Damasco che, tramite un  un portavoce del ministero degli Esteri, afferma di esser completamente estraneo ai fatti e che provvederà al più presto lla creazione di una commissione di inchiesta per fare luce sulla strage.

Ancora una volta quindi il regime nega quanto compiuto, sul web però le testimonianze dei cittadini e i filmati amatoriali sono centinai e testimoniano di uccisioni brutali, violenze inaudite anche sui minori ed uso spropositato della forza.
Ricordiamo inoltre che la strage di Hula arriva all’indomani del rapporto della Commissione di inchiesta dell’Onu sulla Siria che aveva affermato, di quanto la situazione nel paese continuava ad essere estremamente preoccupante e che vi sono in corso gravi violazioni che continuano senza sosta in un contesto sempre più militarizzato, anche nei confronti di bambini di appena 10 anni, torturati dal regime poiché i loro parenti sono accusati di far parte dell’opposizione.
Una situazione non più tollerabile, ieri in tutto il paese sono morte altre 18 persone e dopo le parole dure e di condanna per quanto accaduto arrivate ieri dal ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, oggi arrivano anche quelle del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton: “Gli Stati Uniti condannano nel modo piu’ forte il massacro nel villaggio siriano di Hula – si legge in un comunicato del Dipartimento di Stato – quelli che hanno perpetrato questa atrocità devono essere identificati e chiamati a renderne conto. Gli Usa lavoreranno con la comunità internazionale per intensificare la nostra pressione su Assad e i suoi, perché le uccisioni e la paura devono cessare”.
Anche dall’Unione Europea arrivano parole di condanna,  difatti il rappresentante della politica estera dell’Ue, Catherine Ashton si è detta “inorridita” dal massacro di civili a Hula ed ha poi aggiunto che: “La comunità internazionale deve continuare a parlare con una sola voce per chiedere la fine del bagno di sangue e sollecitare Assad a dimettersi e a permettere una transizione democratica”.

Enrico Ferdinandi

27 maggio 2012

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