Iran: polemiche sul arricchimento dell’uranio

L’Iran ha minimizzato la scoperta effettuata dall’agenzia internazionale dell’energia (AIEA) di tracce di uranio arricchito più del previsto, accusando i media occidentali di aver mostrato questo caso per deviare l’attenzione generale sul programma nucleare iraniano.

Un rapporto dell’AIEA diffuso nella giornata di venerdì ha rivelato infatti la scoperta di tracce di uranio arricchito del 27% sul sito nucleare di Fodro mentre il livello dichiarato dallo Stato iraniano è del 20%.

 

“L’evocazione di alcuni media su queste questioni sono irrilevanti e insignificanti. Svelano obiettivi di natura politica che mirano a rafforzare la collaborazione tra l’Iran e l’AIEA.”, dichiara come pronta risposta Ali Asghar Soltanieh, rappresentante iraniano presso l’agenzia ONU.

Secondo questo rapporto, Teheran ha spiegato che la produzione di questi particolari, è probabilmente legato a problemi di tecniche che sfuggono al controllo degli operatori durante l’arricchimento. Queste spiegazioni sono state giudicate come plausibili per molto esperti occidentali anche se l’agenzia ha chiesto dettagli aggiuntivi.

Arricchito fino al 20%, l’uranio può fungere come combustibile per centrali nucleari o a reattori di ricerca. Ma se l’arricchimento oltrepassa la soglia del 90% l’uranio può servire per la fabbricazione di armi atomiche che sono già sospettate dall’occidente.

Il processo di arricchimento dell’uranio condotto dall’Iran, è condannato da sei risoluzioni dell’ONU, e  al centro di inquietudini della comunità internazionale sulla finalità del programma nucleare iraniano, e del conflitto che oppone l’Iran alla maggior parte delle potenze della comunità internazionale dal 2006.

La rivelazione di anomalie avvenuta a Fordo complica ulteriormente la situazione e determina la sospensione dell’attività della fabbrica di Fordo e l’arresto immediato dell’arricchimento d’uranio il 20% figurano tra le domande delle grandi potenze fatte all’Iran nel corso di discussioni questa settimana a Bagdad, per ristabilire un clima di fiducia permettendo di trovare una soluzione diplomatica alla crisi.

La capitale iraniana ha però respinto queste domande riaffermando il proprio diritto assoluto di arricchire l’uranio, sotto il controllo dell’AIEA nel quadro del trattato di non proliferazione nucleare.

La stampa iraniana ha commentato sabato l’incontro di Bagdad, accusando gli occidentali di voler far deragliare il processo con esigenze inaccettabili.


Manuel Giannantonio

26 maggio 2012

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