Siria, Commissione Onu: ”ancora violazioni e violenze”, oggi 9 vittime

Nuovo venerdì santo di proteste in Siria, nuove vittime 9, tutti civili. 33 invece le vittime di ieri. Le nove vittime di oggi sono state uccise tutte nel sobborgo di Hama, sei di loro erano appartenenti alla stessa famiglia, si tratta di una donna e i suoi cinque figli, il più grande dei quali di nove anni. I bambini sono stati prima rapiti e poi uccisi a coltellate. A diffondere la notizia Comitati locali di coordinamento dell’opposizione, accusando del crimine le forze governative.
Sempre i Comitati locali  di coordinamento dell’opposizione hanno riferito che sono in corso  manifestazioni contro il regime  in alcuni sobborghi di Damasco, in particolare Midan al Dimashqi, Assali e Jobar.

La Commissione di inchiesta dell’Onu sulla Siria ha quest’oggi, in un rapporto pubblicato oggi a Ginevrache, ha affermato che la situazione nel paese resta estremamente preoccupante e che sono in corso gravi violazioni che continuano senza sosta in un contesto sempre più militarizzato, nonostante le parti abbiano accettato il piano Annan che, lo ricordiamo, prevedeva un “cessate il fuoco” de facto mai rispettato. Queste violazioni, secondo la Commissione d’inchiesta sono commessi quasi in toto dall’esercito di Assad che sta adoperando un’ampia gamma di mezzi militari, inclusi i bombardamenti di aree civili e che sta (cose già ampiamente documentate negli scorsi mesi) perpetuando arresti arbitrari e torture disumane, anche nei confronti di  giovani e bambini. La commissione ha raccolto le testimonianze di  ragazzi di 10 anni, detenuti da forze dello Stato siriano, che hanno dichiarato di essere stati torturati più volte per esser indotti ad ammettere che membri più anziani della loro famiglia sono membri dell’Esercito libero siriano.
Come fermare questa carneficina che va avanti ormai da oltre 14 mesi?
Oggi il segretario  generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, intervistato dalla Cnn, ha dichiarato che “Al momento non c’è nessun piano B per la risoluzione della crisi in Siria”, questo soprattutto perché fin ora  non si è stati in grado di avviare un dialogo politico nel Paese. Ban Ki-moon ha poi affermato: “Dobbiamo evitare che la violenza si propaghi nei Paesi vicini, abbiamo visto che a Tripoli, in Libano, ci sono già stati scontri tra diversi gruppi etnici”, infine riferendosi alla relazione della Commissione Onu di cui vi abbiamo parlato in precedenza ha affermato che si tratta di inaccettabili “violazioni dei diritti umani”.

Enrico Ferdinandi

25 maggio 2012

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