USA: tragedia di Charleston. Catturato il killer

USA: tragedia di Charleston. Catturato il killer

Nove persone sono state uccise mercoledì sera da un ragazzo che ha aperto il fuoco in una chiesa frequentata dalla comunità afroamericana di Charleston (nella Carolina del sud), come annunciato dalla polizia locale

Afroamericani raccolti in preghiera in prossimità della chiesa, dopo la tragedia
Afroamericani raccolti in preghiera in prossimità della chiesa, dopo la tragedia Foto: NYDaylyNews

CHARLESTON – L’aggressore, Dylan Roof, descritto dalle autorità come un giovane pericolosissimo di circa vent’anni, biondo, che indossava una maglietta bianca e dei jeans, è stato catturato. Secondo la polizia, il ragazzo si sarebbe accomodato tra i fedeli per circa un’ora prima di aprire il fuoco uccidendo sei donne e tre uomini.

Otto delle vittime, sono state ritrovate morte sui luoghi della tragedia mentre la nona è morta a causa delle ferite riportate in ospedale. Una decima persona è stata ferita. “È inimmaginabile che qualcuno nella società di oggi possa entrare in una chiesa dove la gente è riunita per pregare e ucciderli”, ha commentato il capo della polizia della città, Gregory Mullen.

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Il comunicato della polizia locale con la fotografia del giovane fuggitivo

 

“L’unica ragione per la quale una persona entra in una chiesa per uccidere delle persone è l’odio”, ha stimato Joe Riley, il sindaco di Charleston, denunciando alla stampa un atto “intollerabile” e “incredibile”. Su Twitter, il reverendo Al Sharpton, responsabile di un’associazione newyorchese per i diritti civili, ha indicato che Clementa Pinckney, membro del Senato della Carolina del Sud, figura tra le vittime. Il sito internet della chiesa precisa che questa è una delle congregazioni più importanti e più antiche tra le congregazioni afroamericane del Sud degli Stati Uniti. È stata fondata all’inizio del XIX secolo e la chiesa fu edificata nel 1891. Il folle gesto si è consumato verso le 21H00 (ora locale) nell’Emmanuel African Methodist Episcopal Church, nel centro storico di Charleston. Le forze dell’ordine hanno impiegato tutti gli sforzi possibili per catturare il ragazzo in fuga. Un uomo con uno zaino e una macchinetta fotografica è stato interpellato dalle autorità che successivamente hanno comunicato di essere ancora alla ricerca del sospettato. L’’FBI e diverse agenzie federali, tra le quali l’ATF (organo di controllo del traffico del tabacco, di alcol e delle armi da fuoco), hanno collaborato attivamente all’inchiesta che si è rivelata azzeccata. La polizia locale ha comunicato pochi minuti fa la cattura del ragazzo. Dylan Roof, 21enne, è stato arestato a Shelby. Suo zio, Carson Cowles, ha riconosciuto il nipote confermando l’identità e rivelando che ha ricevuto per compleanno una calibro 45. Il ragazzo è già stato arrestato due volte per possesso di droga. Avrebbe raccontato a un testiomone. «devo farlo, violentate le nostre donne e vi predente il nostro paese. Dovete andarvene».

Questa orribile tragedia ricorda l’attentato commesso contro una chiesa afroamericana di Birminghan in Alabama, dove morirono quattro ragazze nel settembre del 1963, scatenando un’ondata di manifestazioni in favore dei diritti civili.

Lo scorso aprile, un poliziotto ha abbattuto un afroamericano cinquantenne sparandogli otto proiettili nella schiena nella zona di North Charleston. L’agente è stato condannato per omicidio.
Questa tragedia, è solo l’ennesima forma espressiva della violenza e dell’odio perfettamente amalgamati nella società a stelle e strisce.

Fonte: The New York Times

Di Manuel Giannantonio
(Twitter ManuManuelg85)
18 Giugno 2015

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