Egitto: paese alle urne per il dopo Mubarak

Gli egiziani sono chiamati alle urne tra oggi e domani nelle elezioni presidenziali. Queste elezioni susseguono la caduta di Hosni Mubarak nel febbraio del 2011 dopo trent’anni di potere. Dopo la squalifica di una decina di candidati per la commissione elettorale, dodici personalità sono in lista per la magistratura suprema. Secondo quanto riferito dai sondaggi quattro di loro si stanno contendendo il primo posto. I favoriti sono Amr Moussa, ex responsabile della Lega araba e Abdel Aboul Foutouh, ex membro dei fratelli musulmani che si presenta come possibile assemblatore di liberali e islamici. Entrambi i candidati si sono affrontati in televisione il 10 maggio. Mohammed Orsi invece rappresenta i fratelli musulmani decisi questa a volta ad entrare in corsa mentre il quarto candidato è Ahmed Ciafik, ex comandante delle forze aree.

 

La situazione politica egiziana è certamente tesa e complicata. I manifestanti di piazza Tahir sono convinti che la rivoluzione non sia andata così lontano. Quanto alla nuova Costituzione, promessa dai militari dopo le manifestazioni di massa in piazza Tahir, è ancora in fase di transizione. “ In Egitto la fase di transizione comincerà quando lo Stato avrà un candidato pro revoluzione” ha commentato Karim Al chazli.

Ad alcune ore dal risultato delle elezioni risulta ancora difficile tracciare un profilo del vincitore. Nel corso della campagna elettorale, le cifre sono discordanti e in continuo cambiamento. D’altronde dopo anni di regime il popolo e l’elettorato specialmente restano diffidente nei confronti dei politici. Questa diffidenza viene alimentata da una grande indecisione, secondo diversi sondaggi 40% dei 50 milioni di elettori non sanno fino all’ultimo a chi dare la propria preferenza. Tutto rimane altamente incerto nella terra dei faraoni dunque  fino all’ultimo momento.                                             

Manuel Giannantonio

23 maggio 2012

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