Gaza: chiusa l’inchiesta sull’uccisione dei bambini in spiaggia. Solo un errore

Gaza: chiusa l’inchiesta sull’uccisione dei bambini in spiaggia. Solo un errore
Uno dei bambini morti durante l'attacco Foto: Reuters

L’esercito israeliano stima che i bambini vittime di un razzo esplosivo il 16 luglio 2014, si trovavano in una zona utilizzata da Hamas e che la procedura dell’offensiva fosse corretta

Uno dei bambini morti durante l'attacco  Foto: Reuters
Uno dei bambini morti durante l’attacco
Foto: Reuters

GAZA – Essere uccisi una seconda volta. Questo in sostanza, il verdetto dell’esercito israeliano nei confronti dei bambini palestinesi morti in una spiaggia di Gaza colpiti da un missile sparato via mare dall’esercito israeliano.  Hamas accusò Israele di aver commesso un crimine di guerra. Il movimento affermò che i bambini fossero deliberatamente nel mirino mentre giocavano sulla spiaggia dove non si trovava nessun soldato. Un errore d’identificazione ma non di procedura.
Di fronte alle critiche, l’esercito israeliano ha aperto un’inchiesta per verificare l’effettiva validità e il rispetto delle regole. Ieri, il rapporto è stato consegnato e riporta che gli uomini hanno commesso un errore nella procedura d’identificazione dei bersagli. Tuttavia, non giustifica assolutamente nessun procedimento penale.

I bambini, che giocavano a calcio, si trovano effettivamente in una zona “utilizzata esclusivamente da attivisti” e non era possibile per l’aviazione militare identificarli prima di condurre il raid. Il rapporto considera quindi la procedura d’attacco in questione “conforme alle disposizioni del diritto israeliano e del diritto internazionale”. Sostanzialmente, l’intervento di Israele nella striscia di Gaza ha provocato la morte di oltre 2 100 persone, principalmente civili. Sessantasette soldati di Tsahal e sei civili israeliani sono ugualmente morti durante il conflitto.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
12 Giugno 2015

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