Pakistan: Twitter bloccato nel paese

Il governo pachistano ha ufficialmente bloccato Twitter da alcune ore. Il motivo: un concorso di caricature del profeta Maometto giudicato blasfemo.

“Il sito è stato bloccato dal ministero della tecnologia dell’informazione, e la decisione ci è stata trasmessa. Ci sarebbero contenuti blasfemi all’interno del social network Twitter.”, ha dichiarato Mohammad Younis Khan, portavoce dell’autorità pachistana delle telecomunicazioni (PTA). Soltanto dodici ore dopo l’accesso è stato di nuovo garantito.

 

Facebook e Twitter sono implicati. Noi abbiamo negoziato con entrambi. Facebook ha accettato di ritirare il materiale incriminato, ma Twitter non ci risponde”, ha indicato il portavoce della PTA prima della riapertura del sito.

Il governo pachistano tuttavia non ha ancora fornito spiegazioni sulla rimozione del blocco di Twitter nonostante il social network non abbia effettivamente rimosso il materiale “blasfemo”.

Per Ali Dayan Hasan direttore dell’organizzazione dei diritti dell’uomo in Pakistan, Huma Rights Watch (HRW), il blocco di Twitter da parte delle autorità è stato “contro produttivo e si rivelerà inutile come tutti i tentativi di censura lo sono stati”.

Ricordiamo infatti che nel 2010, Facebook e Youtube sono stati bloccati per un periodo di due settimane dopo le manifestazioni esplose nel paese per un caso sostanzialmente simile a questo. I responsabili del concorso di caricature “si sforzano di ferire i sentimenti dei musulmani”, secondo quanto affermato dal portavoce del PTA.

Contrariamente a quanto manifestato dall’immaginario collettivo però il Corano, non vieta la rappresentazione del profeta. Il blocco di Internet non è comunque un meccanismo nuovo in questo paese e sicuramente questo episodio non segna la fine di questo tipo di iniziativa come protesta.                                                                                                   

Manuel Giannantonio

21 maggio 2012

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