Austria: dal 24 giugno parte la petizione per uscire dall’Unione Europea

Austria: dal 24 giugno parte la petizione per uscire dall’Unione Europea

1433228881354Tra il 24 giugno e il 1 Luglio si svolgerà la petizione popolare sulla proposta di legge per l’uscita dell’Austria dall’euro e dall’ Unione Europa. E’ la prima proposta in questo senso fatta a norma costituzionale da un paese dell’Eurozona: serviranno centomila firme depositabili in ogni municipio e se il risultato sarà positivo vincolerà il parlamento austriaco a esprimersi sull’indizione di un referendum. Sebbene non tutti i partiti presenti nell’aula a Vienna siano euroscettici c’è la possibilità concreta di una maggioranza che possa avallare un progetto che potrebbe avere ripercussioni ben oltre i confini della nazione austriaca: se la destra austriaca rappresentata dai libertari del FPO è da tempo intenzionato a percorrere la strada dell’uscita anche il centro-destra potrebbe, per lo più per opportunità politica, cavalcare l’ondata anti-Bruxelles. Per gli organizzatori della consultazione l’obiettivo è sfuggire agli accordi transatlantici tra UE ed Usa (TTIP) e Canada (CETA) e recuperare una parte dei miliardi di euro annuali che servono alla ‘promozione’ della UE. Oltre le considerazioni di tipo economico i sostenitori del referendum pongono sul tavolo argomentazioni riguardanti la politica estera: l’Austria, da settanta anni paese storicamente neutrale, non può secondo loro essere coinvolta in guerre o blocchi economici che non la riguardano e la sfavoriscono. Il riferimento è chiaramente alle recenti tensioni tra Russia e UE ma non solo in quanto il percorso di integrazione europeo richiede una partecipazione sempre maggiore a missioni di gestione dei conflitti extra-europei. Se il percorso verso la consultazione dovesse dare esito positivo il prossimo anno ci potrebbero essere due referendum per l’uscita dalla UE: oltre a quello austriaco anche nel Regno Unito soffiano forti i venti euroscettici e ormai sembra sicuro che i sudditi di Sua Maesta saranno chiamati a esprimersi su una clamorosa scissione politica. Più che per le questioni greche, che molto probabilmente vedranno un incontro conveniente per entrambe le parti, seri problemi per l’Unione Europea potrebbero provenire da Londra e Vienna.

Dario Berardi

6 giugno 2015

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