Mali: giunta accusata di impasse politico

L’Africa dell’Ovest ha constatato venerdì l’impasse politico del processo di transizione in Mali e ha accusato l’ex giunta di essere responsabile di questo blocco e di fare prova di sfida nei confronti dei paesi della regione.

“Il fallimento delle ultime discussioni tra la comunità degli Stati dell’Africa dell’Ovest (Cedeao) e gli autori del golpe a Bamako, provoca un ulteriore caduta verso l’impasse”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ivoriano, Daniel Kablan Duncan, a l’apertura di un consiglio dei ministri della Cedeao a Abidjan, incentrato principalmente sulla riforma dell’organizzazione regionale.

“La giunta stessa ha creato questo blocco e cercato di sviluppare il processo politico scatenato dalla Cedeao” dopo l’accordo di uscita dalla crisi del 6 aprile, ha affermato il ministro il cui paese dirige attualmente la Cedeao.

Un nuovo meeting di ministri dell’organizzazione regionale, sul Mali e la crisi in Guinea- Bissau, è previsto sabato a Abidjan.

Il Burkina Faso, che conduce la mediazione nella crisi maliana ha indicato giovedì che le discussioni riprenderanno questo week end con l’ex giunta, in pieno blocco politico. Gli ex golpisti mantengono una fortissima influenza e nonostante abbiano accettato di consegnare il potere ai civili, si oppongono al mantenimento del presidente ad interim Dioncunda Traoré, eletto il 12 aprile.

Lunedì il capo dell’ex giunta, il capitano Amadou Haya Sanogo, ha proposto una convenzione nazionale per scegliere il presidente di transizione, idea però immediatamente rifiutata da Traoré e dalla Cedeao. 

Il colpo di Stato del 22 marzo ha favorito dunque la caduta del Mali del Nord nelle mani dei gruppi armati, sostanzialmente islamici che dividono il paese in due aree distinte.

Manuel Giannantonio

19 maggio 2012

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