USA: storica restrizione legislativa nei confronti della NSA

USA: storica restrizione legislativa nei confronti della NSA
FILE - This Sept. 19, 2007 file photo shows the National Security Agency building at Fort Meade, Md. When Edward Snowden joined friends in his late teens to edit a website built around a shared interest in Japanese animation, they chartered the venture from an apartment in military housing at Fort George G. Meade, the 8-square-mile installation that houses the NSA center dubbed the Puzzle Palace and calls itself the "nation's pre-eminent center for information, intelligence and cyber." (AP Photo/Charles Dharapak, File)

Il Freedom Act interrompe la raccolta di metadati telefonici dei cittadini americani da parte della NSA. I difensori delle libertà civili si preparano ad altri colpi

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WASHINGTON D.C – Il Congresso americano ha finalmente adottato un testo di legge che restringe i poteri della National Security Agency (NSA). Un’autentica novità nel panorama politico statunitense. Il caso è stato relegato in meno di 48 ore. I potenti mezzi dell’agenzia nazionale sono stati bloccati dal Senato americano. Una vittoria e una grande soddisfazione per il 44° presidente americano, Barack Obama, che ha promulgato la legge.

La riforma è certamente inedita ma resta comunque limitata. Nella notte tra domenica e lunedì, l’agenzia ha dovuto sospendere il PRISM. Un software rivelato al grande pubblico dalle rivelazioni di Edward Snowden, l’ex analista dell’agenzia e talpa del Datagate (lo scandalo nato dalla rivelazione sulla raccolta di metadati telefonici privati dei cittadini americani, in accordo con le grandi aziende di telecomunicazioni, con la scusa di proteggere il paese da eventuali attacchi terroristi).
La sezione 215 del Patrioct Act, sulla quale si appoggiano le autorità per l’autorizzazione della raccolta dati, è scaduta senza la sostituzione del Freedom Act. Il nuovo provvedimento legislativo permetterà alle compagnie telefoniche di immagazzinare metadati telefonici dei loro abbonati. Tuttavia, la NSA potrà accedervi solo in caso di richieste precise e straordinarie attraverso l’autorizzazione federale segreta, la FISA (Foreign Surveillance Act, la legge per la raccolta d’informazioni sulle potenze straniere e i gruppi terroristi). Il Freedom Act quindi impedisce alla NSA di continuare l’operazione di raccolta dati su grande scala ma può comunque farlo per via traverse.

FILE - This Sept. 19, 2007 file photo shows the National Security Agency building at Fort Meade, Md. When Edward Snowden joined friends in his late teens to edit a website built around a shared interest in Japanese animation, they chartered the venture from an apartment in military housing at Fort George G. Meade, the 8-square-mile installation that houses the NSA center dubbed the Puzzle Palace and calls itself the "nation's pre-eminent center for information, intelligence and cyber." (AP Photo/Charles Dharapak, File)
La sede della NSA – Fort Meade (Foto/Charles Dharapak)

Il numero uno dei repubblicani in questo momento, il senatore del Kentucky, Mitch McConnell, che era schierato a favore di una semplice riproduzione della sezione 215, traduce questa situazione come un passo indietro «negativo per la sicurezza degli Americani». Il senatore democratico del Vermont, Patrick Leahy, invece, ha dichiarato: «È il primo rimpasto da decenni nella legislazione sulla sorveglianza del governo». Diversi colossi della Silicon Valley, la cui reputazione esce un po’ ridimensionata dopo le rivelazioni di Snowden, hanno accolto positivamente la notizia. Yahoo! Ci vede “una vittoria per gli utenti di internet”. Il vice presidente esecutivo di Microsoft, Brad Smith, ha detto: “Questo è un testo che riassetterà l’equilibrio tra la protezione della sicurezza pubblica e la preservazione delle libertà civili”.

Se i più grandi manager dell’industria della comunicazione digitale sono concordi con il provvedimento legislativo (evidentemente per rivalutare la loro immagine pubblica dopo il Datagate), le associazioni di difesa delle libertà civili sono di tutt’altro avviso. Il direttore giuridico aggiunto dell’American Civil Liberties Unione (ACLU), Jameel Jaffer, qualifica questo passo come «una tappa importante, un segno che gli Americani non vogliono più firmare un assegno in bianco alla loro agenzia di sicurezza». Chris Soghoian, specialista dell’ACLU, sentenzia che «il dibattito sulla raccolta di metadati telefonici è un diversivo». Inoltre, ricorda che «la gente della comunità appartenente all’agenzia ammette che la sezione 215 non è programma particolarmente utile».

È la prima volta in trent’anni che le due camere del Congresso approvano una legge che instaura vere restrizioni e un controllo delle capacità della NSA, scrive la Electronic Frontier Foudation. La Freedom of the Press Foundation – che vanta nel suo consiglio di amministrazione proprio Edward Snowden, e i giornalisti che hanno premesso di rivelare al mondo le sue verità (Laura Poitras e Glenn Greenwald) – giudica il Freedom Act «crudelmente inadeguato e largamente simbolico». L’organizzazione teme che le disposizioni legislative siano “vaghe” e “reinterpretate segretamente”, che è proprio questo il problema della sezione 215. Recentemente una corte federale ha giudicato illegale l’interpretazione estensiva della Corte FISA. La FPF ritiene vergognoso che il testo non preveda nulla circa la protezione delle gole profonde «considerando che il Congresso non avrebbe mai avuto questo dibattito senza Edward Snowden ». Thomas Drak, ex impiegato di vertice della NSA, perseguito dalla stessa agenzia per accuse di spionaggio, si è rivolto sul caso alla stampa, ricordando che uno dei primi effetti del Freedom Act è la ripresa, seppur per un periodo di transizione di sei mesi, della raccolta di metadati telefonici da parte dell’agenzia.

La camera dei rappresentanti americana - Washington
La camera dei rappresentanti americana – Washington Foto: l’antidiplomatico

Giuridicamente parlando rimane in atto la sezione 702 della legge FISA, che autorizza l’agenzia a spiare le comunicazioni in entrata e in uscita dal territorio americano. Scadrà nel 2017. In essere anche l’”Executive Order 12333” che permette l’intercettazione delle comunicazioni all’estero e sul quale la NSA si è appoggiata per spiare i legami tra i datacenters delocalizzati dai colossi del cyber spazio. Il Senatore democratico Ron Wyden, dell’Oregon, ha promesso di incentivare altre riforme. Evidentemente la pressione sul Congresso americano non è affatto finita.

«Nell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario», queste parole di George Orwell riassumano perfettamente l’origine dell’attuale situazione. Tutto questo, non sarebbe stato possibile senza il coraggio di Edward Snowden, la talpa del Datagate. Il mondo ha bisogno di questi uomini, che non hanno saputo tenere la bocca chiusa abbattendo l’omertà. Perché la verità è coscienza, non può e non deve essere taciuta, la libertà è un diritto inalienabile, è lo strumento per il perseguimento dell’obiettivo comune. Come disse, Don Chisciotte della Mancia: «La libertà è il bene più prezioso che i cieli abbiano donato agli uomini».

Fonte: The New York Times

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
3 Giugno 2015

 

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