Messico: paese inondato da macabre violenze

Domenica 13 maggio, 49 corpi (43 uomini e 6 donne), sono stati ritrovati senza testa e con le mani tagliate, ai bordi di un autostrada nei pressi di Nuevo Leon, nella frontiera ai confini con il Texas. Il procuratore generale di Stato, Adrian de la Garza, ha dichiarato che le vittime potrebbero essere immigranti dell’America Centrale, anche se alcuni tatuaggi della “Santa Muerte”, santa morte messicana, lasciano credere e pensare che si tratta solo di civili, come spiegato dal New York Times.

Secondo quanto ritrovato sul posto, si tratta certamente di un atto di risposta, effettuato dal gruppo dei Zetas, il più violento del Messico. L’atto effettivamente risulta essere in realtà soltanto l’ultimo di una lista macabra ed inquietante. Il 9 maggio 18 cadaveri sono stati ritrovati a Guadalajara. Quattro giorni prima altre 23 persone furono ritrovate alcune delle quali impiccate ad un ponte nei pressi dell’hotel cittadino di Nuevo Laredo. Il 12 e il 17 aprile, le autorità scoprirono altri 21 cadaveri mutilati nella stessa città così come nella città portuale di Lazaro Cardenas.                                         

L’esibizione dei corpi come minaccia è destinata a terrorizzare gli avversari e a catturare l’attenzione. Da qualche mese il Messico del Nord risulta essere il terreno privilegiato della guerra tra bande che gestiscono il traffico di droga del paese. I Zetas e i Sinaloa si affrontano senza esclusione di colpi e senza controllo. Soltanto dal 2006 si registrano già più 50.000 morti. La terza città messicana, Monterrey, città industriale in cui vivono circa 4 milioni di persone, è diventata centro di passaggio per tutte le droghe principalmente trafficate.

Se gli scontri sono peggiorati negli ultimi mesi è certamente per colpa di uomo, il più ricercato dalla polizia americana e messicana: Joaquin Guzman, detto “El Chapo”, boss del clan dei Sinaloa. Per capire l’importanza e la pericolosità di questo individuo basta ricordare che Washington stima che questo miliardario narcotrafficante, è classificato in 55° posizione nella lista delle persone più pericolose del mondo. Ha superato perfino un mito del calibro di Pablo Escobar che controllava la Colombia. Per la sua cattura sono stati offerti otto milioni di dollari.

Di fronte alla diffusione di questa violenza, che non risparmia neanche i civili, il paese per assicurare tranquillità sta meditando di avvalersi dell’aiuto ottenuto tramite collaborazione di altri paesi, America in primis. Il Wall Street Journal ha giudicato incapace di placare l’ondata di violenza, il presidente Felipe Calderon, nonostante sia stato in grado di catturare e uccidere molti personaggi di spicco del traffico di droga.

A meno di due mesi dall’elezione presidenziale, prevista per il 1° luglio, i tre principali candidati, Josefina Vasquez Mota, Manuel Lopez Obrador e Enrique Peña Nito, confermano di voler assolutamente trovare una soluzione concreta alla situazione messicana.                                                                                                       

Manuel Giannantonio

16 maggio 2012

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