ONU e Ong criticano l’opzione militare dell’UE contro i migranti

ONU e Ong criticano l’opzione militare dell’UE contro i migranti

L’Unione europea si prepara a lanciare un’operazione navale per limitare il traffico di migranti nel Mediterraneo, dopo i drammi degli ultimi mesi. Questa operazione battezzata “EU Navfor Med”, ha come obiettivo quello di scoraggiare i trafficanti di essere umani

Migranti sbarcati in Italia
Alcuni migranti sbarcati in Italia

In visita mercoledì 27 maggio a Bruxelles, il segretario generale dell’ONU ha ribadito il suo appoggio al progetto così com’è stato ribadito il consenso delle organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo.  L’operazione navale non permetterà di smantellare il flusso di migranti, secondo Katherine Booth, responsabile dell’ufficio diritti dei migranti presso la Federazione internazionale dei diritti dell’uomo (FIDH). Secondo lei, i migranti si adatteranno trovando “nuove vie più pericolose, e verranno alzati i prezzi”, i trafficanti di esseri umani in questo modo ricorreranno ad imbarcazioni maggiormente pericolose e instabili. Cosa che si sta già verificando con i migranti libici che arrivano sulle coste limitrofe con imbarcazioni di plastica.

CF6RHICWAAASiuULa risposta militare dell’Unione europea si ripercuote proprio contro i migranti secondo Katherine Booth: “Queste persone che tentano di fuggire sono bloccate in un paese come la Libia, dove le persone che sono detenute sono detenute in condizioni atroci dove ci sono torture e stupri. La responsabilità di queste violazioni sono anche sulle spalle degli Stati europei se proseguono questa operazione militare. La prima fase dell’operazione navale europea, che consiste nell’individuare e sorvegliare i migranti, inizierà nelle prossime settimane. Le fasi 2 e 3, che comprendono l’eliminazione completa delle imbarcazioni, restano condizionate a un voto di risoluzione dell’ONU.

Frontex, l’agenzia europea incaricata delle frontiere esterne dello spazio Schengen, ha annunciato il 26 maggio un importante rinforzo dei suoi mezzi nel Mediterraneo, poco dopo l’appello del segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon di fare di più per i migranti. Questa organizzazione, impiegherà quest’estate sei navi di sorveglianza e 12 pattuglie insieme a nove squadre di esperti, in una zona estesa a sud della Sicilia, secondo il loro comunicato.
Sostanzialmente, si tratta di triplicare i mezzi dell’operazione Triton, gestita da Frontex con la partecipazione di 26 paesi europei, grazie al rinforzo economico del budget da parete dell’UE che passa da 3 a 9 milioni di euro al mese. “Il Consiglio europeo ha deciso il 23 aprile di rinforzare i mezzi di Triton e di triplicare il budget dell’agenzia Frontex per le operazioni nel Mediterraneo, cioè per l’operazione Triton, che copre la regione tra la Libia e l’Italia”, ha dettagliato Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
29 Maggio 2015

 

 

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